Higuain colpisce ancora. È il Napoli la terza forza

Gli azzurri rilanciati passano a Firenze e balzano alle spalle delle big La Lazio ko a Empoli sciupa l'occasione. Cagliari resta vietata a Zeman

Gonzalo Higuain in rovesciata contro la Fiorentina
Gonzalo Higuain in rovesciata contro la Fiorentina

Nel segno di Higuain. Il Napoli torna al suo posto, il terzo, quello che occupava in tutte le griglie di partenza del campionato. Un inizio difficile coinciso con il digiuno dell'attaccante argentino, aveva ridimensionato la squadra di Benitez. Poi si è svegliato il Pipita ed è stata la svolta. Nelle ultime quattro gare sono sei gol realizzati, l'unico neo è il rigore sbagliato nel finale a Bergamo che costò al Napoli due punti. Si è rifatto con la Roma e ieri con la Fiorentina. Una zampata nel momento migliore della squadra di Montella, per tre punti pesanti in trasferta, soprattutto per il terzo posto. Forse bocciata già in autunno la Viola piantata nelle zone insidiose della classifica. Parlare di Europa in questo momento è un azzardo. Un guizzo di Cuadrado, una traversa di Gomez, splendida girata di testa, e un salvataggio di Koulibaly sulla linea nel finale su tiro di Pasqual non possono bastare per alimentare ambizioni a lungo termine. Il campanello d'allarme arriva soprattutto per quel brutto primo tempo, trascorso praticamente a guardare il Napoli (brutto infortunio per Insigne dopo 25'). Benitez ora quasi si dispiace della sosta. Nel pieno della crisi furono polemiche per le sue vacanze, ma adesso si respira tutta un'altra aria.

Si ferma dopo sei partite la marcia della Lazio, battuta da un'Empoli che a sua volta blocca a tre la serie di sconfitte di fila. In una gara dal gran ritmo e giocata a viso aperto decide la maggiore concretezza dei ragazzi di Sarri, mentre la squadra di Pioli si dimostra leziosa. È l'uno-due firmato da Barba (difensore di scuola Roma e da due anni in prestito in Toscana) e Maccarone a inizio ripresa a tramortire la Lazio. «Abbiamo perso senza subire tiri in porta, prendendo due gol su palle inattive», così Pioli.

Frena anche l'altra genovese: dopo il pari della Samp, un punto per il Genoa di Gasperini che può ringraziare il solito grande Perin, bravo a sventare il rigore di Avelar fischiato dopo il fallo di Sturaro, espulso. La prima rete in serie A di Farias viene vanificata dall'autogol di Rossettini. Un legno per parte e poi il penalty fallito dai sardi. Zeman ancora senza vittorie nelle sei partite giocate in casa, Gasperini trova invece il sesto risultato utile consecutivo. «Abbiamo sbagliato due rigori in una sola volta», laconico il tecnico boemo riferendosi all'errore di Longo sulla respinta di Perin.

Anche il Palermo fallisce il rigore del possibile successo (Karnezis ipnotizza Vazquez) dopo che aveva rimediato al gol incassato dall'Udinese e da Thereau al 5° minuto. Il pari è di Paulo Dybala, che ha perso il padre quando era adolescente e ha dedicato la rete (sempre dal dischetto) in particolare al compagno della madre che gli è sempre stato molto vicino e che ora non starebbe bene. È per lui la scritta «fuerza padrinos» mostrata dal bomber. Pellissier parte dalla panchina e risolve la sfida salvezza tra Chievo e Cesena. Prima vittoria in casa dei veneti che lasciano l'ultimo posto: l'attaccante apre e chiude le marcature al 90' (tra i suoi gol l'1-1 di Djuric) spezzando il lungo digiuno iniziato il 21 settembre 2013.

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