Ha visto la morte, poi è tornato a volare. Il 12 febbraio 2023 Ian Matteoli, giovane atleta piemontese di Bardonecchia, è stato operato d'urgenza dopo una brutta caduta. Sembrava che il primo italiano a essere salito sul podio in una gara di big air di Coppa del Mondo (nel 2022 a 17 anni) non potesse farcela a sopravvivere. E invece stasera sarà a Livigno per le qualificazioni dello snowboard.
Ian Matteoli, tre anni fa ha rischiato di morire. Che cosa ricorda di quei momenti?
"Ricordo poco, ma so che senza l'intervento immediato dei medici oggi non sarei qui. Ho avuto un'emorragia interna, la milza rotta e una lesione all'ileo. È stato un attimo: mi allenavo per i Mondiali, poi il buio".
C'è una cicatrice che le attraversa il torace. È diventata un simbolo.
"Sì, va dallo sterno all'ombelico. All'inizio faceva paura, oggi è un promemoria. Mi ricorda quanto sono stato vicino a perdere tutto e quanto invece sono fortunato".
Ha mai temuto che il sogno potesse finire lì?
"Certo. Nei primi giorni pensi solo a sopravvivere. Poi, quando capisci che ce l'hai fatta, nasce un'altra domanda: tornerò quello di prima?".
Tre mesi di riabilitazione e poi di nuovo in gara. Come ci si rialza così?
"Con pazienza e determinazione. Ho affrontato la riabilitazione come una gara: un passo alla volta. Devo la vita all'équipe dell'Ospedale Maria Vittoria. Non solo mi hanno rimesso in piedi, mi hanno ridato un futuro".
Oggi è di nuovo al via, a Livigno. Tre anni fa sembrava impossibile.
"Lo era. Per questo ogni gara ora ha un valore diverso. Essere qui non è scontato".
La sua storia parte da lontano: suo padre Andrea Matiu Matteoli, 17 podi in Coppa del Mondo.
"È cresciuto sulla neve e io con lui. Ma ho scelto un'altra strada".
Big air e slopestyle invece dell'alpino. Scelta facile?
"Sì. Mio padre, anzi, mi ha vietato l'alpino. Non so nemmeno perché, ma mi ha sempre spinto verso le discipline più acrobatiche".
A 13 anni era già in Coppa Europa contro avversari più grandi. Predestinato?
"Avevo un sogno chiaro: una medaglia olimpica. E con le Olimpiadi in casa l'occasione è enorme".
Big air e slopestyle: differenze?
"Nel big air scendiamo lungo un pendio dotato di una rampa e poi facciamo un salto durante il quale compiamo diverse evoluzioni aeree. Nello slopestyle, invece, scendiamo lungo un percorso che include una varietà di strutture (rail/salti) e poi veniamo valutati dai giudici per l'ampiezza, l'originalità e la qualità delle acrobazie".
Quanto conta la testa?
"Tantissimo. Hai due o tre tentativi per fare il trick perfetto. La pressione è altissima: o la gestisci o perdi".
La pista olimpica può favorirla?
"È presto per dirlo. Voglio arrivare alla partenza senza aspettative. Se riesco a dare il massimo, sarò soddisfatto".
Fuori dalla neve chi è Ian Matteoli?
"Un ragazzo normale. Amici, casa, viaggi. Sono cresciuto tra Nuova Zelanda e Stati Uniti. Questo sport mi ha insegnato a vivere il mondo".