"I miei primi 50 anni sfogliando l'album dei trionfi"

Compleanno speciale per la campionessa di scherma. "Con la chat delle compagne rivivo emozioni"

Carattere schivo, ma una leonessa in pedana. Con Giovanna Trillini è nato di fatto il Dream Team del fioretto con l'oro olimpico a squadre a Barcellona 1992 che arrivò pochi giorni dopo quello individuale. Poi altre due vittorie, solo la Vezzali - portabandiera come lei - ha fatto meglio ai Giochi. La campionessa di Jesi, prima della scuola Triccoli, compie 50 anni.

Come ha vissuto questo periodo di quarantena?

«Credo come tutti, con un virus che ci ha spiazzato. Ho apprezzato i momenti in casa con i figli che facevano i compiti. Quando sono uscita con la mascherina, mi sembrava di essere un'extraterrestre. E poi lo spazio ai ricordi... Nella chat con le mie ex compagne di Nazionale Francesca Bortolozzi e Diana Bianchedi sono apparse tante foto delle nostre gare. L'album di Francesca è infinito, scatti che quasi nemmeno io ricordavo».

Il giorno dei suoi 50 anni?

«Con gli auguri dei miei figli, mio marito, spero con un regalo. Mi sarebbe piaciuto un pranzo allargato. Sarà più bello festeggiarlo dopo».

Dopo la pandemia, qual è il futuro della scherma?

«Per ora è un punto interrogativo, ogni disciplina ha il suo periodo di adattamento. Abbiamo un protocollo per gli allenamenti, spero che ripartano le piccole società».

I suoi atleti come stanno vivendo il periodo?

«Ci siamo tenuti in contatto tutti i giorni per sapere come andava e per il lavoro da fare a casa».

Già, l'Olimpiade slittata al 2021. L'ultima occasione per atleti a fine carriera, vedi la sua ex allieva Di Francisca.

«C'è chi ha già dei progetti futuri e chi si prepara in maniera migliore. Il richiamo dell'Olimpiade è affascinante, il problema vero è se verrà cancellata».

Se dovesse definire la scherma in una parola?

«Per me è tutto, sono nata con questo sport, la prestazione in pedana è un misto di tattica, tecnica, atletica. Auguro a tutti di trovare persone all'altezza e vivere un Dream Team come è successo a me...».

L'argento mondiale a Sofia 1986, solo lacrime a Losanna 1987. La campionessa Trillini nasce lì?

«Quelle lacrime mi hanno formato, da allora è stata una continua ricerca a migliorare. Sono soddisfatta di quello che ho fatto e che ho ricevuto».

Come si fa a essere allenatrice e mamma?

«Non è semplice, sono ruoli diversi: è più facile allenare, cerchi sempre di metterti a livello dei ragazzini. Anche mia figlia Claudia fa scherma, ma i tempi sono cambiati».

Parliamo della rivalità tra lei e la Vezzali.

«Ha fatto bene a noi e alla scherma italiana, sempre nel rispetto reciproco. Mi è sempre piaciuto allenare, lo facevo anche quando gareggiavo dando consigli alle compagne. Non è scontato che se sei una grande atleta, poi diventi un buon maestro. La Vezzali ha preso altre strade, facendo scelte altrettanto importanti».

Le sue passioni: Fiorella Mannoia, la Juventus e... Topolino.

«Dopo le gare leggevo Topolino per rilassarmi. Dopo la vittoria di Barcellona la Mannoia mi mandò un telegramma. Tornata a casa, mi organizzarono una festa a sorpresa e lei mi telefonò invitandomi a un suo concerto: da lì è nata un'amicizia importante. A casa eravamo tutti juventini ma mio figlio Giovanni tifa Inter...».

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