I "millennials" e il coraggio rivoluzionario di Pioli

Ci vuole coraggio per prendere la decisione di Pioli prima di mettersi in viaggio per Roma

I "millennials" e il coraggio rivoluzionario di Pioli

Ci vuole coraggio per prendere la decisione di Pioli prima di mettersi in viaggio per Roma. Non si tratta di un viaggio qualsiasi ma di uno snodo che può risultare positivo per il futuro destino in campionato. Il coraggio consiste nel chiedere al capitano Romagnoli di accomodarsi in panchina per preferirgli un giovanotto appena arrivato in prestito dal Chelsea, Tomori, scortato dalla fiducia di critica e tifosi. Ci vuole coraggio e anche occhio per capire durante gli allenamenti- quando è il momento giusto per procedere al cambio e per dare, con la scelta che fa rumore, un segnale a tutto il Milan. È vero, come ripete Paolo Maldini: non si può chiedere molto di più a questo gruppo che tira la carretta da molti mesi. «Non siamo né il Bayern né il City» spiega didascalico l'ex capitano per far capire a chi si accanisce contro l'ex capolista che non siamo in presenza di una delle nuove armate calcistiche europee ma soltanto di un progetto, molto giovane, che ha bisogno del suo tempo per maturare, per acquistare spessore e per diventare qualcosa di più di una piacevole sorpresa. Vuol dire semplicemente che non bisogna meravigliarsi del rallentamento accusato dal Milan nelle ultime settimane. Il coraggio di Pioli e l'entusiasmo del gruppo trovano la risposta più attesa in quella prima frazione con un paio di gol macchiati da fuorigioco, la traversa di Kjaer e altre occasioni sparse a cui la Roma - ecco il valore della sfida - replica con convinzione e corsa spedita. Non si tratta di un monologo ma una sfida ricca di calcio autentico e geometrico: non è uno spettacolo abituale per il nostro campionato, abituato, specie in queste settimane appesantite dagli impegni europei, a prove poco attraenti. Ci vuole coraggio, a tutto il Milan, specie quando nella ripresa, uno dopo l'altro, escono di scena prima Calhanoglu e poi Ibra (acciacchi diffusi) seguiti dalla resa di Rebic che sono poi i tre pilastri di cemento armato su cui si poggia solitamente l'impalcatura rossonera. A quel punto tocca proprio alla generazione millennials meritare il ritorno al successo.

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