Ibra e Romagnoli nel mirino: Pioli mette l'elmetto

Il tecnico rossonero Pioli: "Sanremo? Ibra sarà motivato". E sul capitano: "Fondamentale per il gruppo"

Ibra e Romagnoli nel mirino: Pioli mette l'elmetto

Nel calcio italiano il dibattito delle ultime ore gira intorno a Ibra e alla sua partecipazione al festival di Sanremo. Nessuna attenzione ai destini dei club impegnati nelle coppe europee dai risvolti certo non esaltanti. Nessuno che si occupi, con qualche riflessione calcistica, sulle sconfitte di Juve, Lazio e Napoli ad esempio a poche ore, peraltro, dalla prima possibile qualificazione del Milan, sbertucciato dai propri tifosi oltre che dai rivali interisti per i 3 ceffoni del derby. Perciò fa quasi notizia il lungo colloquio tra Zlatan e Pioli prima dell'allenamento di ieri incentrato più sulla risposta da dare al coro bigotto sulla prossima esibizione dello svedese che sull'impiego di stasera con la Stella Rossa (andrà in panchina). «Con Ibra parlo tutti i giorni e la passata settimana insieme abbiamo stilato il programma di Sanremo. Mi sembra esagerato il dibattito per un paio di allenamenti saltati. Di sicuro saprà trarre grandi motivazioni» è la convinzione del tecnico sceso in campo, per una volta, con l'elmetto e la scimitarra, per difendere un altro esponente del gruppo.

Questa volta si tratta di Romagnoli fulminato da una striscia di critiche velenose, sempre di matrice interna, dopo il duello, fisico e tecnico, perso con Lukaku. «Non mi piace questo gioco sporco e cattivo di addebitare la sconfitta a un solo calciatore. Il nostro capitano oltretutto è uno che ha fatto tanto per far crescere la compagnia» il passaggio dedicato a Romagnoli che tra l'altro, dopo Donnarumma e Calhanoglu, sarà al centro della trattativa per il rinnovo del contratto.

Di sicuro, tra stasera a San Siro con la Stella Rossa, e domenica all'Olimpico, capiremo quali conseguenze ha lasciato, sulla testa e nelle gambe del Milan, la durissima stangata del derby. A tutti, ieri, Pioli ha fatto questo ragionamento: «Da qui alla fine della stagione ci saranno 90 giorni. Voleranno via e saranno decisivi. Si può cadere, non è un fallimento perdere una partita come il derby, lo sarebbe stare fermi nei punti di caduta. E noi invece ripartiremo». L'analisi di Pioli è molto raffinata, non si tratta della solita storiella rialzati e cammina. Al pari della spiegazione per i troppi gol (7 in una settimana tra Spezia, Belgrado e Inter) subiti. «Non abbiamo difeso con la giusta intensità» la spiegazione fornita che fa capire come il cedimento fisico e tattico nel derby non è responsabilità unica di Romagnoli. Perciò stasera la qualificazione in Europa league può medicare alcune ferite.

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