Icardi prova a fare il Vieri L'Inter fa sempre l'Inter

Doppietta di Maurito, ma il Bologna impone il 14° pareggio. Finalmente arriva il rigore: Milito sbaglia. E finisce tra i fischi

Icardi prova a fare il Vieri L'Inter fa sempre l'Inter

Maurito sembra Bobo ma l'Inter è sempre l'Inter: sprovveduta e sprecona. Maurito è quello di Wanda te amo, ma ieri sera ha provato a recitare il Bologna te sbrano. Maurito Icardi tanto Bobo nel senso di Vieri, due gol come un centravanti vero, di quelli con il piede da killer e il tempo di tiro che non perdona. Ma poi l'Inter ha fatto l'Inter. Si è fatta pareggiare con il solito vezzo e vizio del regalo (14° pari, un altro 2-2 come a Livorno), infine ha rischiato perfino di perdere. E stavolta non potrà lamentarsi per i rigori: Palacio è stato abile a procuraselo, Milito si è mangiato la fama facendoselo parare esattamente come Alvarez 33 giornate fa. Roba da fischi o da pianto. Inter signora degli autogol.
Ancora punti buttati: la rete di Icardi aveva spianato la strada. Ma questa squadra non riesce proprio ad evitarsi l'autoflagellazione, avendo in servizio permanente l'ufficio complicazioni. Ed allora per un centravanti ritrovato al gol , ci si è messo il portierone che, ormai, ha seppellito ogni superlativo. Da qualche tempo nei gol subiti vanno intravisti difetti ed errori e ieri Handanovic è rimasto letteralmente impalato, probabilmente coperto da un difensore, quando Pazienza gli ha recapitato un tiro da lontano niente affatto imparabile. Mettiamoci pure le titubanze della difesa, che avrà pur ritrovato l'acclamato Ranocchia ma non si è negata ai pasticci. Il gol è nato da un ritardo generale, Ranocchia compreso che ha permesso il tiro a Christodoulopoulos (deviato dal piede di Handanovic). Ma poco prima Mantovani, eppoi Natali, erano sbucati in area sorprendendo Ranocchia e tutti i saltatori. Ecco, questi pericoli corsi dal quarto d'ora in poi hanno dato la sensazione dell'evolversi della partita e dell'incapacità nerazzurra di gestirla con quel vantaggio ottenuto, dopo sei minuti, grazie al cross di Nagatomo e al guizzo di Icardi, che ha bruciato il già disastroso Mantovani, posizionato a distanza da caffè al bar.

L'Inter, in quel momento, ha mandato il Bologna in confusione, ha giocato con facilità e padronanza, ma non ha trovato la rete che poteva stroncare gli avversari. Ci hanno provato Cambiasso (colpita la zucca di Icardi, quando si dice...) e D'Ambrosio, Alvarez e più tardi Palacio. Ma c'è qualcosa in questa squadra che non convince mai. Ieri sera, per esempio, dopo il primo brillante quarto d'ora e mentre il pubblico di San Siro cominciava ad incupirsi, la squadra faticava a trovare un gioco veloce, palleggio ordinato e prevedibile, Cambiasso e Hernanes a far girare palla ma poco più, quasi il Bologna fosse un muro. Aggiungete qualche imperfezione di Handanovic nelle parate, l'uscita del veloce Juan Jesus (che ha rischiato un rigore su Kone) per infortunio. Nulla di rassicurante. E quel gigioneggiare, da squadra incapace di dar sfogo alla fantasia, ha permesso ai bolognesi di prendere confidenza fin ad arrivare al gol che, su azione, non capitava dal 9 febbraio, cioè da 821 di gioco).

E se ieri l'Inter ha scoperto di avere un Bobo da annaffiare, poi il ritornello porta sempre all'eterna incompiuta. Mazzarri ci ha provato con Kovacic, spostando Alvarez all'ala, il Bologna ha continuato a giocare buon calcio. Un contropiede di Palacio ha recapitato palla a Icardi che senza lasciar spazio al pensiero ha fiondato un pallone splendido e devastante: palo e gol. Che volere di più? Una difesa dignitosa, ma all'Inter non è cosa. E infatti, 10 minuti dopo, Konè ha sfruttato l'ennesimo balletto degli errori fra Cambiasso e Rolando. Poi ci si è messo Milito (perché mai far tirare l'ultimo entrato?). Palacio si è lasciato andare in area fra le braccia di Mantovani, l'arbitro ha abboccato. Curci no ed ha parato il tiro. Inter da disperarsi? Peggio quando Acquafresca si è mangiato il gol davanti all'ennesima incertezza di Handanovich. Thohir in tribuna è sbiancato e avrà ripensato ai milioni da spendere. In giro a Milano c'è Spalletti: occhio!

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