Ilicic, cuore a pezzi e voglia di smettere

L'atalantino da leader a mistero. È andato via. E non è detto torni per la Champions

Bergamo «mola mia», ma qualcuno sembra aver mollato. Lo slogan della città più bersagliata d'Italia dalla pandemia sembra non adattarsi a uno degli uomini simbolo della sua squadra meraviglia. Josip Ilicic, il bomber rivelazione che a 32 anni, dopo una carriera di medio profilo, è esploso come protagonista della splendida stagione dell'Atalanta, a partire dall'impresa europea, da quei quarti di finale di Champions raggiunti anche grazie ai suoi gol, 5 in 7 partite in Europa, con la ciliegina sulla torta messa nella incredibile notte del Mestalla con il poker segnato al Valencia.

Adesso Josip potrebbe dire stop. Con ogni probabilità salterà le final eight di Champions a Lisbona, secondo qualcuno potrebbe restare fermo anche nelle fasi iniziali della prossima stagione. Ma quello che più inquieta i tifosi nerazzurri è il mistero che avvolge la sua assenza. Nel dopo lockdown ha giocato solo quattro spezzoni di partita, l'ultima apparizione risale all'11 luglio scorso contro la Juve, poco meno di un'ora di partita, poi il buio. L'ultimo gol è ancora immortalato nella notte valenciana. Poi il nulla. E gli ipotetici infortuni muscolari con la lunga assenza culminata nel permesso di ritornare a casa nella sua Slovenia.

Bergamo e l'Atalanta si sono strette attorno al loro eroe. Ma dietro il muro di silenzio che lo protegge, girano le voci che parlano di problemi familiari, problemi di cuore, nel senso del rapporto tra Josip e la bellissima moglie Tina. Problemi che scoppiano purtroppo anche nelle migliori famiglie, ma che in questo caso hanno lasciato un segno molto profondo nel bomber. Ilicic è uscito distrutto dal lockdown, ha cercato e sta cercando di recuperare la situazione in tutti i modi, ma serve tempo. Per questo Josip ha fatto capire a Gasperini e all'Atalanta che in questo momento la sua vita è appesa a un dolore che non si può mettere in un angolo, nemmeno di fronte all'avventura più bella che un calciatore possa sognare, nemmeno di fronte al momento magico della propria vita sportiva. Nel mondo del calcio c'è chi rinuncia alla carriera dopo aver preso una laurea e chi rinuncia alla Champions perché deve fare i conti con il proprio cuore, con i propri sentimenti.

E l'Atalanta dei miracoli continua a stupirci, gestendo in modo impeccabile questa vicenda unica, chiudendo nel segreto della squadra-famiglia il disagio del bomber. Perché Bergamo, nonostante tutto, ha ancora una dimensione in cui i panni sporchi si lavano in casa. A costo di perdere un uomo chiave nelle partite più importanti della propria storia. A costo di perdere quello che avrebbe potuto essere il preziosissimo uomo-mercato delle prossime settimane.

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