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Inter in... difesa, ma con l'ultima basta

Benevento padrone, poi ci pensano Skriniar e Ranocchia. Ausilio: noi non destabilizzati

Inter in... difesa, ma con l'ultima basta

Milano - Non passa nemmeno mezz'ora che il pubblico di San Siro fischia e invita la squadra a tirare fuori gli attributi. Troppo brutta per essere vera questa Inter, eppure è così. Lenta, impacciata, senza idee e incapace di creare. Anche contro il Benevento straultimo. Fatica dannatamente l'Inter e per raccogliere tre punti che sembrano facili facili ha bisogno di un episodio. Un calcio piazzato e un colpo di testa di Skriniar che sbloccano la partita e danno il là al successo dopo un'ora abbondante di nulla a tratti imbarazzanti. Vittoria doveva essere e vittoria è stata ma la squadra di Spalletti è tutt'altro che fuori dal tunnel.

Sembra passata un'era geologica da quel tre dicembre in cui il Benevento raccoglieva il suo primo, storico, punto in A, contro il Milan. Quel giorno, l'Inter era prima in classifica e al momento del pari choc, era in campo per scaldarsi prima dell'inizio della gara col Chievo. Risero i nerazzurri, Perisic fu beccato dalle telecamere a prendere in giro il bizzarro pareggio del Milan. Ora tutto è cambiato. L'Inter è in crisi nera e dopo quella gara col Chievo finita in trionfo aveva poi vinto solo una volta; il Milan è in rimonta e da meno 18 è passato a meno 7 dai cugini; e anche il Benevento ha cambiato faccia anche se in trasferta non ha raccolto nemmeno un punto.

Spalletti deve rinunciare ancora a Icardi (in panchina per precauzione) la cui moglie-manager Wanda Nara ha tuonato via social contro il gossip che coinvolge i due coniugi: «Tante bugie su di me e sulla mia famiglia - ha scritto - mi sono dovuta tutelare...». Di Wanda, ma di quanto detto sul rinnovo del marito, ha parlato anche il ds Ausilio: «Le sue parole non destabilizzano affatto l'ambiente. Con Wanda ci sono contatti continui». Senza il capitano, il tecnico nerazzurro lancia finalmente Rafinha dal primo minuto a supporto di Eder insieme ai recuperati Perisic e Candreva con Vecino e Gagliardini mediani e Borja Valero in panca a rifiatare. Il Benevento schiera tutti i suoi acquisti di prestigio, Sagna sulla destra, Sandro nel mezzo e Guilherme sulla trequarti.

Ed è proprio il Benevento a giocare meglio. Veloce e brillante, corto, chiuso bene in difesa e pronto a ripartire con rapidità. Handanovic è super su Coda al 27' mentre per il primo tiro dell'Inter nello specchio della porta bisogna aspettare il nono minuto della ripresa. Incredibile ma vero.

Inter più sveglia nella ripresa? Macché. Prima Coda spreca malamente una grande occasione, poi Cataldi reclama un rigore per fallo di Ranocchia su Cataldi: ci poteva stare. Spalletti è disperato e cambia: mette Karamoh per un Rafinha così così e sposta Candreva sulla trequarti. Un minuto dopo, al 21', ecco il gol. Angolo di Cancelo, testa di Skriniar, già di una spanna il migliore dei suoi, e Inter in vantaggio. È l'episodio che cambia e decide la partita perché il Benevento, complice l'uscita di Sandro per infortunio, si spegne e l'Inter, per magia, si sveglia. Due giri di lancette e Ranocchia, ancora di testa e ancora su palla da fermo, insacca il 2 a 0. Basta questo. La difesa salva Spalletti da una figuraccia. La malata Inter prende una boccata d'ossigeno ma c'è poco da illudersi. La guarigione è ancora lontana.

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