Inter, Inzaghi a lezione dal maestro Ancelotti per sfatare il tabù Conte

I nerazzurri mai agli ottavi negli ultimi tre anni. L'allenatore: "L'obiettivo è superare i gironi"

Inter, Inzaghi a lezione dal maestro Ancelotti per sfatare il tabù Conte

Tornano la Champions col pubblico e il Real Madrid con Carlo Ancelotti. Notte di gala a San Siro per l'eurodebutto in nerazzurro di Simone Inzaghi. L'obiettivo dichiarato è accedere agli ottavi. L'obiettivo sottinteso è fare meglio di Conte, un anno fa finito ultimo in un girone per tre quarti simile a questo (al posto del Gladbach ci sono i moldavi dello Sheriff, autorevoli candidati al quarto posto). Passare il turno, cosa non riuscita all'Inter negli ultimi 3 anni, varrebbe a Inzaghi jr da utile salvagente in caso di sempre possibili burrasche in campionato.

Decideranno le 2 sfide con lo Shakhtar, certo è che cominciare bene sarebbe quanto mai importante. Non sarà semplice, ma sarà importante la spinta del pubblico, tutto nerazzurro perché il Real ha restituito i 2.000 biglietti che aveva in dotazione (previsto l'esaurito con 38 mila spettatori). Inter-Real Madrid è un grande classico del calcio d'Europa e solo l'ultima volta (su 8 tentativi) agli spagnoli è riuscita l'impresa di vincere a San Siro. Ma non vanno in campo le statistiche e del resto se anche fosse non è che Inzaghi jr (8 panchine in Champions League, tutte nella scorsa stagione) potrebbe pensare di opporsi ad Ancelotti (172 partite e 3 Coppe vinte, per non parlare delle 2 da calciatore).

«Ancelotti è un vincente nato: ho seguito i suoi allenamenti quando era il tecnico di mio fratello, che ne ha sempre esaltato le qualità», spiega Simone, spruzzando rossonero sulla vigilia della supersfida. «Le ultime 3 edizioni non contano e nemmeno le 2 partite perse l'anno scorso: abbiamo la possibilità di scrivere una bella pagina e dobbiamo farlo. L'obiettivo è passare il turno». Niente iperboli, nessuna concessione alla dialettica immaginifica che va tanto di moda in questi casi. Solo un «giocheremo col coltello tra i denti, sperando di essere in una delle nostre migliori serate».

Dirà il campo, stasera ma non solo, se l'inciampo di Genova è stato casuale o invece è sintomo di un problema: farsi rimontare due volte da una squadra più debole non è certo un gran segnale e anche qui i paragoni con Conte si sprecano e non aiutano il nuovo corso, però tutti ricordano l'Inter implacabile degli ultimi 6 mesi e non quella che ha pareggiato 2 volte in 2 anni in casa con il Parma e che si è fatta rimontare, tra le altre, da Lecce e Cagliari. Per non riparlare della Champions, che significa evocare solo delusioni (3 vittorie in 12 partite), il punto di paragone più semplice da scavalcare per Inzaghi.

Nella vigilia nerazzurra, messaggio in videoconferenza del presidente Zhang alla squadra riunita ad Appiano Gentile. Un po' di banalità d'occasione («giocate con coraggio, l'obiettivo è vincere sempre») sommate all'impegno dialettico di mantenere l'Inter competitiva in ogni manifestazione. Rispetto a domenica, Inzaghi dovrebbe recuperare in extremis Bastoni, confermando il resto della squadra: Darmian resta titolare rispetto a Dunfries e Dzeko rispetto a Correa. Verranno buoni in caso di necessità.

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