"Io, le corse e questo rally in aiuto di Amatrice e i bimbi"

Max Rendina, pilota e organizzatore della corsa di Roma Capitale: "Ma con questa burocrazia è stata dura prepararla". L'incasso delle iscrizioni delle auto andrà ai terremotati e a una onlus. Evento gratuito per il pubblico

"Io, le corse e questo rally in aiuto di Amatrice e i bimbi"

Una laurea in scienze bancarie e assicurative nel cassetto («mio nonno lavorava in banca, questo mondo mi affascinava...»). E una grande passione, quella per i motori, diventata poi un lavoro. Max Rendina, romano di 42 anni, tifoso giallorosso ma soprattutto pilota professionista. Una passione nata per caso. «Un mio amico faceva la Coppa Italia, io facevo il navigatore, poi mi ha fatto provare la guida e ha detto che ero un pilota valido», racconta Rendina che di strada ne ha fatta: campione italiano Produzione 2012 con la Mitsubishi, campione del Mondo Produzione 2014 nella Wrc2 con il team Ralliart Italy, terzo posto nel Mondiale dell'anno successivo. E poi i riconoscimenti, dal Casco d'Oro del settimanale specializzato Autosprint al Volante d'Argento dell'Aci fino alla Medaglia d'Oro al valore atletico del Coni.

In mezzo a questi successi, la realizzazione di un sogno: portare una gara di rally nella sua città. Nel 2013, quando è diventato anche istruttore alla scuola federale Aci/Csai di Vallelunga, si prende un anno sabbatico dalla guida e si dedica pienamente alla nascita del Rally di Roma Capitale, che nel weekend dal 23 al 25 settembre vivrà il suo quarto appuntamento. Rendina è il terzo uomo al mondo a portare una prova speciale rally in una capitale dopo Atene e Lisbona. «In Portogallo ho anche gareggiato, ma credo che la location di Roma sia unica e insuperabile - dice Rendina che fa il pilota dal 1998 (era in una scuderia dilettantistica del litorale romano al volante di una Renault Clio dedicata a Frank Williams) -. Organizzare questa gara è stato difficilissimo, la burocrazia è l'ostacolo maggiore di una città che in pochi anni ha cambiato anche tanti amministratori. Ma anche quest'anno siamo riusciti ad allestire la gara che varrà per la Coppa Italia, puntiamo a 40mila spettatori nelle prime due giornate e a 65mila nella terza».

Cuore dell'evento sarà l'Eur (partenza e arrivo) e in particolare l'arena del Palazzo della Civiltà Italiana (il Colosseo quadrato). Quattro le gare alle quali sono iscritti vetture ed equipaggi (oltre 80): la competizione della Cir (campionato italiano rally) con 15 prove speciali, 151 chilometri di prove cronometrate e 12 comuni coinvolti e una formula spettacolare come quella utilizzata al Motorshow di Bologna; la gara show uno contro uno di Formula Challenge Nazionale a inviti - otto le vetture ammesse - su fondo asfaltato del Wrc (World Rally Car) Master Italia; la tappa del campionato regionale con coefficiente 2,5 che lo renderà altamente competitivo ed accattivante; l'Historic Rally dedicato alle auto d'epoca con 10 prove speciali e 70 chilometri cronometrati. «Servirebbe una maggiore attenzione a livello televisivo, ma capisco che seguire una prova di 20-30 chilometri con salti non è semplice», dice ancora Rendina.

Che ha fatto un nuovo sforzo incredibile, supportato da vari sponsor. E quest'anno c'è la novità del Villaggio dei Motori, l'area espositiva ubicata in Via dell'Oceano Atlantico, nei pressi del centro commerciale Euroma 2 Shopping Experience (che organizzerà una notte bianca sabato 24), dove gli appassionati potranno vedere da vicino le vetture, i piloti ed i team dei rally oltre che il lavoro dei meccanici in tempo reale. «L'evento sarà gratuito ma parte dell'incasso delle iscrizioni andrà ai terremotati di Amatrice e parte all'associazione onlus Peter Pan, che realizza interventi di sostegno in favore di bambini e adolescenti affetti da malattie onco-ematologiche e dei loro familiari e il cui logo porto in tutto il mondo», sottolinea Rendina che quest'anno ha preso parte a metà campionato Mondiale Wrc con la Skoda. «Ma nel 2017 con la Motosport Italia abbiamo programmi ambiziosi». Perché, come recita il motto di Rendina, «la passione non ha limiti».

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