Italia, la partenza è in salita nel più mondiale dei gironi

Uruguay e Inghilterra da battere nell'unico gruppo con tre campioni

Italia, la partenza è in salita nel più mondiale dei gironi

Girone difficile, non proibitivo. Girone difficile e non solo per il palamares dei partecipanti: tre campioni del mondo in gara, Uruguay, Inghilterra e Italia, in totale 7 stelle che brillano sulle loro maglie. Girone che si può addomesticare subito, nella sfida con l'Inghilterra, già decisiva, al debutto nel raggruppamento numero 4, il girone dell'Italia. Si gioca nella notte del 15 giugno, tutti svegli alle 3 del mattino, tanto è domenica e si può recuperare con la pennichella pomeridiana. Girone difficile perchè comanda l'Uruguay del maestro Tabarez, capoclasse, mina vagante la Costa Rica, gentile omaggio della manina amica di Fabio Cannavaro. Ecco allora la missione mondiale di Cesare Prandelli che per fortuna non arretra, anzi quasi benedice la concorrenza impegnativa capace di stimolare le migliori motivazioni della sua truppa. Si decide subito il destino azzurro perchè dopo le prime due sfide, con Inghilterra e Costa Rica cioè, la Nazionale può già avere in tasca il passaporto per gli ottavi, in caso di doppio successo. Con l'Uruguay, per la chiusura del girone, a quel punto può bastare anche un pareggio diplomatico in grado di stabilire la classifica e lo snodo successivo, collegato al gruppo con Colombia, Costa d'Avorio, Giappone e Grecia. Poi, nei quarti eventuali, avanza minacciosa la sagoma grifagna del Brasile. Ma forse non è il caso di sognare. Meglio puntare i riflettori sulla possibilità di replicare il cammino di Argentina, nel '78: altri tempi, altro calcio, altra Nazionale e altro clima, va precisato.
Ecco allora i due fattori che possono incidere sul mondiale 2014: le grandi distanze da coprire e il clima. Sembra di rivivere l'esperienza di Usa '94: orari folli, umidità insopportabile, trasferte da 4-6 ore di aereo.

L'Italia debutta nella foresta amazzonica, a Manaus con l'Inghilterra (ora locale 22, 3 del mattino da noi, 5 ore di fuso orario da calcolare), per poi passare il 20 giugno al caldo afoso e umido di Recife (davanti la Costa Rica, si gioca alle 13, le 18 in Italia) e chiudere infine il 24 giugno a Natal (stesso orario precedente) contro Cavani e Suarez, due clienti pericolosissimi, altro caldo infernale. Fondamentale la salute e magari qualche ricambio giusto tra la seconda e la terza sfida. A leggere la classifica Fifa, il girone dell'Italia è il secondo per difficoltà, subito dopo il raggruppamento d'acciaio, composto da Germania, Ghana, Portogallo e Usa. I precedenti non sono molto incoraggianti. Con gli inglesi, affrontati all'europeo del 2012, finì 0 a 0; con gli uruguagi incrociati durante la Confederation cup della scorsa estate 2 a 2: in entrambe le occasioni, gli azzurri si sono imposti di rigore, forse è il caso di ricordarlo. Occorre una rosa ben assortita per ruoli e cifra tecnica, in grande salute. C'è poco tempo per riposare tra la fine del campionato di casa nostra e la partenza per Rio. C'è un altro interrogativo da sciogliere. Per la prima volta, la Nazionale deve partire con un Ct alla guida e un altro pronto a subentrargli al ritorno a Roma. Mai accaduto in passato: solo Lippi, nel 2006, avvertì i federali che avrebbe abbandonato l'incarico. La scelta portò benissimo ma fino alla notte di Berlino rimase coperta dal riserbo ufficiale. La scelta di Cesare Prandelli è nota a tutti, il presidente Abete in particolare: vuole cambiare mestiere e tornare sulla panchina di un club. C'è bisogno di un successore da “battezzare“ prima della partenza per il Brasile. Il resto del mondiale è il solito pittoresco puzzle: gironi spettacolari (Spagna contro Olanda, Germania contro Portogallo), e gironi scontati (Belgio contro il russo Fabio Capello). Se la cava la Francia, grazie a un magheggio organizzativo: Platini conta anche a casa Blatter.

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