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La Juve cerca la rimonta col Galatasaray. Si fa coraggio pensando ai 4 precedenti

In Champions solo Deportivo, Barça, Roma e Reds sono riuscite a rimontare tre gol. Spalletti: "Ci serve il primo..."

La Juve cerca la rimonta col Galatasaray. Si fa coraggio pensando ai 4 precedenti
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Serve un'impresa con la "I" maiuscola: inutile far finta che non sia così. Il 2-5 patito a Istanbul contro il Galatasaray obbliga stasera la Juventus a una rincorsa che, in Champions, è riuscita solo quattro volte sulle 49 occasioni in cui una squadra era stata sconfitta all'andata con tre reti di scarto: il Deportivo La Coruña nel 2003/04 contro il Milan, il Barcellona nel 2016/17 contro il Psg, la Roma nel 2017/18 contro il Barcellona e il Liverpool nel 2018/19 sempre contro il Barça.

Si può fare, insomma, ma le possibilità sono poche pur se i turchi hanno perso 46 delle 65 trasferte disputate in Champions: immaginare di poterli travolgere non è semplice, ma tanto vale provarci. Alla peggio, anche solo una vittoria restituirà un minimo di morale a una squadra che nelle ultime cinque partite ha subìto 15 gol e che domenica renderà visita alla Roma di Gasperini per provare a rilanciarsi nella lotta per il quarto posto. Certo, servirà che i bianconeri recuperino innanzi tutto concretezza, fiducia e capacità di centrare la porta anche con chi di mestiere dovrebbe buttare la palla dentro: nelle ultime cinque uscite, infatti, il reparto offensivo non ha prodotto nulla e la marcatura più recente di un attaccante è quella di David nella vittoria sul Parma per 4-1 del 1 febbraio. Da allora, a segno solo centrocampisti (McKennie, Cambiaso, Locatelli, Koopmeiners) o difensori (Kalulu): lo stesso Yildiz non segna da un mese (Juve-Napoli 3-0).

"Ci sono partite che non si giocano, si compongono le parole di Spalletti -. Serve creare un contesto e serve la partecipazione di un intero ambiente. Abbiamo bisogno degli occhi e del cuore dei nostri tifosi: ogni volta che ho sentito partecipare il pubblico siamo diventati più forti". Tutti a raccolta, insomma. E tutti con la voglia di esserci a partire da Yildiz ("mi ha detto di essere pronto, è un leader") e Bremer (magari dalla panchina): "Galatasaray e Roma? Pesano tutte e due allo stesso modo. Ora si pensa a questa partita qui: bisogna restare squadra mentre sarebbe più facile diventare undici individui, ma è un errore che non faremo. Non bisogna pensare a fare tre gol, ma a segnarne uno perché poi tutto cambia e si autoalimenta".

Badando solo a se stessi e avendo fiducia comunque: "Di Gregorio? Bisogna sviluppare la capacità di accettare di essere disprezzati, per non dipendere dagli sguardi degli altri ed essere liberi". In attesa del rinnovo del contratto, ormai prossimo, anche filosofo.

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