Juve con il rebus Ronaldo È convocato, ma giocherà?

CR7 parte con la squadra, ma potrebbe iniziare dalla panchina. E Allegri deve trovare un vice Emre Can

Davide Pisoni

nostro inviato ad Amsterdam

Il rebus è Cristiano Ronaldo. Con ogni probabilità oggi salirà sull'aereo per Amsterdam come confermato da Cancelo. Sicuramente non per andare in gita, ma per giocare. Qui il dilemma si complica perché se il portoghese lo porti non può stare a guardare. Se gioca dall'inizio o uscendo dalla panchina nel caso dovessero mettersi male le cose, dipende molto dalla volontà del giocatore. Che comunque ieri ha fatto ancora solamente una parte del lavoro con il gruppo, anche se ha aumentato l'intensità. Comunque la corsa contro il tempo di CR7 per esserci a tutti i costi alla Johann Crujiff Arena di Amsterdam, dopo l'infortunio ai flessori della coscia destra, è arrivata al momento della verità. Iniziata con quel giallo della visita alla clinica Corachan di Barcellona che utilizza metodi all'avanguardia per la rigenerazione del tessuto muscolare. Il resto lo ha fatto il fisico da marziano del portoghese, che nella sua carriera ha abituato a recuperi straordinari alla vigilia di appuntamenti importanti. A questo punto la riflessione da fare in casa Juventus è d'obbligo: con lo scudetto archiviato, basta un punto, le partite da giocare veramente in questa stagione sono al massimo cinque: due sono sicure, i quarti di finale, da cui dipendono le eventuali altre tre, semifinali e finale di Madrid. Ecco, bisogna mettere sulla bilancia il rischio che Ronaldo possa avere una ricaduta, ma anche fare bene i conti sulla doppia sfida con l'Ajax per non rischiare di chiudere in largo anticipo la stagione. Prima e dopo il Milan, Allegri ha dispensato ottimismo sul portoghese, un altro indizio che sposta l'ago della bilancia sulla presenza di Cristiano. Che comunque cambierebbe ogni discorso, non può essere altrimenti di fronte a uno che ha segnato ventitre gol in venti partite nei quarti e sette nei cinque precedenti con gli ajacidi.

Comunque si risolva il rebus CR7, c'è una lezione che la Juventus deve dimostrare di aver imparato dopo l'Atletico Madrid. L'ha sottolineata anche Marcello Lippi ieri: «Cristiano Ronaldo è un valore aggiunto che è determinante solo se tutti gli altri si esprimono al cento per cento come successo al ritorno a Torino negli ottavi». Infatti al Wanda Metropolitano dove la Juventus si presentò con la sua controfigura, nemmeno il marziano riuscì a evitare un ko che rischiò seriamente di compromettere la corsa Champions. Ronaldo all'Allianz Stadium esaltò con una tripletta la prestazione superlativa di squadra trasformata anche dall'allegrata stagionale, quell'Emre Can terzo centrale di difesa. Il tedesco probabilmente darà forfait per la distorsione alla caviglia rimediata contro il Milan. Se Allegri dovesse riproporre la chiave tattica che imbrigliò Simeone, visto come andò all'andata non dovrebbe toccare a Bentancur, ma a Khedira che però è rientrato solamente sabato dopo l'operazione al cuore. Di fronte all'attacco da cento gol in campionato dell'Ajax, capace di farne quattro al Bernabeu è facilmente intuibile che la Signora deve sfornare una prova difensiva all'altezza della sua fama. La Juve deve fare la Juve, a prescindere dal rebus Ronaldo.

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