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Juve, riecco l'amara Istanbul. E Spalletti "pesca" Osimhen

La sfida al "9" del suo scudetto a Napoli

Juve, riecco l'amara Istanbul. E Spalletti "pesca" Osimhen
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Bisanzio, Costantinopoli, Istanbul, per la Juventus è sempre maledettamente Galatasaray. Memorie acide di una eliminazione in champions league, sfida persa da Antonio Conte contro Roberto Mancini, un passato che ritorna. Sorteggio maligno perché capita, la trasferta in Turchia, dopo l'impegno di campionato a Milano contro l'Inter, mentre quella di ritorno in casa tra le sfide con il Como e all'Olimpico contro la Roma. Dunque nel giro breve, Spalletti avrà risposte serie. Sarà, comunque, il nostalgico incontro tra l'allenatore e Osimhen, coppia dello scudetto napoletano ma c'è anche Mauro Icardi, pagina discussa del periodo nerazzurro del tecnico toscano e dell'attaccante argentino. Totale: molte partite dentro la partita, con un elemento in più, sarà, quella di Istanbul, la vera, grande occasione per Yildiz di togliersi la maschera e ribadire di essere il campione del presente e del futuro, della Juventus e della nazionale turca di Montella. Ed è questo un esame che dovrà fornire quasi una sentenza sul valore del talento bianconero che in champions league ha realizzato soltanto 21 gol in 18 presenze contro i 15 gol in 23 partite di Osimhen (tra Lilla, Napoli e Galatasaray). Si va di numeri e di parole, a Torino speravano di evitare proprio l'avversario più tosto, Spalletti si era già pronunciato nel dopo Montecarlo: "Osimhen è un cliente scomodo, se gli tiri una pallata se vuoi andare ad aggredire a 70 metri e poi devi andare a prenderlo, ci vuole un motore come quello di Bremer, se no diventa difficile", riassunto: il Galatasaray e la trasferta sono già due problemi forti ma il nigeriano di Napoli può essere l'incubo di una notte sul Bosforo.

Senza contare il resto della comitiva, da Gundogan a Sané nel teatro esclusivo del Rams Park, Welcome to hell, benvenuti all'inferno. Ci sarà il tempo per pensare alla champions, domani sera c'è il Tardini di Parma, non è l'inferno ma nemmeno il paradiso.

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