Juve, svolta a Verona: fatale o decisiva

La Signora incerottata e con l'incubo conti non può più sbagliare

Che Verona, nel calcio, possa essere fatale si sa da anni. Il Milan lo ha sperimentato sulla propria pelle perdendoci due scudetti: la Juventus non sempre vi ha passeggiato e, per esempio, negli ultimi tre campionati ci ha lasciato le penne due volte. Stasera, chissà. Intanto, la squadra di Pirlo arriva al Bentegodi non da prima della classe e con il morale un po' ammaccato, sia per i risultati che al momento non sono proprio quelli sperati e sia perché al netto di una situazione infortuni tutt'altro che allegra quanto comunicato dalla società un paio di gironi fa non può essere sottovalutato.

Tradotto: gli oltre 113 milioni di perdita nel primo semestre che potrebbero portare «ad operazioni di cessione di diritti alle prestazioni sportive di calciatori» sono un qualcosa che, messo nero su bianco, suona in maniera insolita. Per non dire preoccupante. Motivo per cui, visto che la situazione economica non potrà migliorare se non con le vittorie sul campo stante la mancanza dei proventi collegati allo Stadium, bisogna che la truppa di Pirlo faccia più strada possibile in Champions e vinca il campionato: l'eventuale successo della Coppa Italia, tanto per essere chiari, non servirebbe a granchè nell'ottica della salute societaria. Partendo quindi dall'ottimistico meno cinque nei confronti dell'Inter ovvero dando per scontata, cosa che ovviamente non è, la vittoria nel recupero contro il Napoli Ronaldo e compagni hanno a disposizione un ridottissimo margine di errore per non mettere ancor più in difficoltà le casse bianconere. Poi, a fine stagione, gli uomini dei conti tireranno una linea e magari il possibile risparmio sul mostruoso ingaggio di Ronaldo diventerà una necessità, al pari della partenza di qualche big o presunto tale: questo, almeno, è il messaggio lanciato dalla stessa Juventus.

Comunque sia, oggi è giusto pensare solo al campo: con una difesa che dovrà ricorrere all'Under 23 Dragusin per completare la linea a quattro (in alternativa, Alex Sandro e schieramento a tre), un centrocampo ancora senza Arthur e un attacco dal quale è sparito Dybala da inizio gennaio (ginocchio), mentre Morata è finito ko per un virus e lascerà ancora una volta il posto a Kulusevski. Gira e rigira, si chiederanno gli straordinari a CR7: messo a libro paga soprattutto per raggiungere la Champions, ma obbligato a fare la voce grossa anche sui campi ai confini dell'impero.

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