Qual è il vero disastro della Juventus. Cosa è successo in 7 partite

La Juve ha preso gol in tutte le ultime sette partite. L'analisi dei numeri della difesa bianconera

Qual è il vero disastro della Juventus. Cosa è successo in 7 partite

È stato il reparto chiave di questi anni di successi della Juventus. Dalla Bbc, geniale intuizione di Conte al graduale passaggio a quattro di Allegri, i bianconeri hanno saputo conservare sempre un denominatore comune: la solidità difensiva.

Questo è il marchio di fabbrica a cui può aggrapparsi Andrea Pirlo nel momento decisivo della stagione. Tuttavia di recente la difesa bianconera qualche scricchiolìo l'ha mostrato: subisce gol da sei partite di fila e l'Inter l'ha ripresa come la meno battuta della Serie A con 27 reti subite. Doveroso ricordare però come il reparto sia stato falcidiato dagli infortuni e dal Covid. Basti pensare che il tecnico bresciano abbia potuto disporre di tutti gli effettivi al completo solo sei volte in 30 giornate di campionato, praticamente solo una partita ogni cinque.

I numeri

Con 27 gol subiti in 30 partite la Juve ha la migliore difesa della Serie A in coabitazione con l’Inter ma nonostante ciò si trova a -12 punti dai nerazzurri. A questo proposito le statistiche sugli expected goals dicono che i bianconeri concretizzano meno di quanto producono e incassano gol sostanzialmente in linea con il dato sulle occasioni concesse agli avversari. Insomma, non c’è equilibrio tra fase difensiva e offensiva. Sta di fatto che negli ultimi 10 anni i 27 gol subiti dopo 30 partite sono il dato peggiore del ciclo di Andrea Agnelli. Nemmeno con Sarri lo scorso anno si è fatto peggio: dopo lo stesso numero di gare, infatti, le reti subite erano 26. Ma soprattutto il trend delle ultime uscite è preoccupante: negli ultimi sette match la squadra ha sempre incassato almeno un gol rispettivamente contro Lazio, Porto, Cagliari, Benevento, Torino, Napoli e Genoa.

La chiave

Giocare pressando alti spesso crea voragini alle spalle dei centrocampisti esponendo i difensori alla copertura di troppi metri di campo. Solo in tre occasioni in stagione, la Juve ha dato prova di solidità: contro la Roma nel match di ritorno in campionato e nelle due sfide di Coppa Italia contro l’Inter. In quei casi Pirlo preferì snaturare il suo credo per tornare ad una difesa posizionale e niente pressing. Inoltre appare in tutta evidenza il peso degli errori individuali. A partire dai falli da rigore contro la Roma e il Crotone a inizio stagione, quello decisivo per la sconfitta col Napoli e poi il penalty che ha messo in salita il ritorno col Porto.

Decisive inoltre le leggerezze di altri reparti su cui la difesa poco ha potuto: la costruzione dal basso con gli errori di Bentancur col Porto e Arthur col Benevento, i retropassaggi di Kulusevski con la Lazio e il Torino, la persa di Dybala nel recupero costata il pari con la Lazio. Senza dimenticare il buco di Frabotta su Barella con l’Inter. Troppi errori non da Juve. Eppure in Italia nessuno ha fatto meglio: nonostante tutto, la difesa resta il reparto a cui Pirlo deve aggrapparsi in questo finale di stagione.

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