Kessie-Bakayoko, non si passa. Gattuso al Milan ha eretto il suo muro a centrocampo

Kessie e Bakayoko comandano una mediana tutta grinta e contrasti. Da quattro anni non si vedevano così tanti muscoli a centrocampo, è la prima caratterizzazione del Gattuso allenatore

A centrocampo così tanti muscoli e centimetri non si vedevano da oltre quattro anni. Al Milan la virata di Gattuso sulla doppia diga in mediana riporta i rossoneri alla primissima era post Allegri, all'esperienza di Clarence Seedorf e al suo 4-2-3-1 nella stagione 2013/2014. Quelli che oggi sono Kessie e Bakayoko, seppur inseriti in un contesto tattico differente, in passato furono Essien e De Jong, schierati titolari nell'ultima Champions League disputata dai rossoneri e culminata nell'eliminazione agli ottavi contro l'Atletico Madrid. Oppure l'alternativa in campionato era l'olandese in coppia con Muntari quando a restare fuori era Montolivo. Quello del doppio mediano di rottura è uno schema tattico che raramente si vede dalle parti di Milanello, ora a un anno esatto dall'insediamente può rappresentare la prima vera caratterizzazione di Gattuso allenatore, nata anche dalle molteplici necessità che hanno portato ai margini Montolivo e Bertolacci e fermato per infortunio Biglia e Bonaventura.

I risultati parlano chiaro, se comparati con la stagione scorsa: Donnarumma e compagni hanno cinque punti in più, segnano tanto (ma subiscono ancora troppo) e soprattutto sono già risaliti fino al quarto posto, che un anno fa distava già quattordici punti dopo quindici giornate. La duttilità tattica sbocciata in autunno ha portato ad abbandonare il 4-3-3 in favore di un 4-4-2 di partenza che si adatta bene ai cambiamenti in corso. Per il Diavolo Kessie è una pedina imprescindibile, non solo dal dischetto, mentre dopo un inizio difficile Bakayoko ha trovato il suo habitat e con lui titolare è aumentata la percentuale di vittorie e il numero di contrasti vinti. Il francese, all'inizio preso di mira da San Siro, è arrivato in estate in prestito dal Chelsea per 5 milioni, ma ne serviranno altri 35 per riscattarlo. In questo senso, e per altre operazioni di mercato, il ritorno in Champions rappresenta una necessità per risalire fino a certi livelli.

La diga innalzata a centrocampo permette a Gattuso di avere una carta in più nella scelta degli uomini offensivi. Il primo risultato è stato l'innesto di Cutrone in appoggio a Higuain, ma le alternative non mancano e per le altre due maglie ci sono Suso, Calhanoglu, Castillejo, Borini e l'ultimo arrivato Paquetà. Più scelte significano più idee per Gattuso, che nonostante i dubbi e le insinuazioni sul suo reale apporto in panchina è il secondo tecnico in Serie A per punti fatti nel 2018. Ha una media di 1,91 punti a partita, è davanti a Spalletti, Di Francesco e Simone Inzaghi. E' dietro soltanto ad Allegri e alla sua Juve (2,66). Ma quello sembra quasi un campionato a parte.

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