Lanciò banana ad Alves, arrestato. Ma se fosse una mossa di marketing?

L'autore del gesto contro il calciatore del Villareal rischia fino a tre anni di carcere. Ma i media spagnoli accusano: campagna studiata a tavolino

Lanciò banana ad Alves, arrestato. Ma se fosse una mossa di marketing?

Fa ancora discutere la banana lanciata al calciatore Dani Alves durante un incontro di Liga tra Villareal e Barcellona. Il gesto del giocatore, che ha semplicemente raccolto il frutto e se lo è mangiato, ha fatto il giro del mondo, diventando uno spot antirazzismo.

Un gesto che però non è sembrato spontaneo a media brasiliani e spagnoli, secondo cui dietro ci sarebbe una mossa di marketing ben studiata a tavolino: Alves, insieme al compagno Neymar, avrebbe assoldato dei creativi per trovare il modo giusto per rispondere agli attacchi subiti dagli spalti e coinvolgere calciatori e tifosi in una campagna virale su internet e i social network anche grazie all'hashtag #somostodosmacacos (siamo tutti scimmie). Campagna che, a giudicare dalle foto condivise su Twitter, sarebbe decisamente riuscita.

A confutare questa tesi, però, arriva oggi la notizia dell'arresto - e del successivo rilascio - del tifoso del Villarreal che ha lanciato la banana dagli spalti. L'uomo, un educatore delle giovanili, era stato identitificato dalla società dopo la segnalazione di altri spettatori e gli aveva ritirato la tessera. Si tratta del 26enne David Campayo Lleo, che è stato incriminato per violazione dei diritti e delle libertà civili e ora rischia fino a tre anni di carcere.

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