L'assist dei governatori e il pressing di Agnelli. La palla torna al centro

Emilia, Lazio e Campania "aprono" i campi d'allenamento. Spadafora cede: "Valutiamo"

L'assist dei governatori e il pressing di Agnelli. La palla torna al centro

Il primo maggio del 2020 è una data che Paolo Dal Pino ricorderà a lungo. Dopo polemiche feroci e duelli rusticani con Malagò e Spadafora, ha incassato un plebiscito assembleare della Lega di serie A, tutta schierata, pur con qualche distinguo, a ripartire. Non solo. Ai complimenti di Andrea Agnelli, ha aggiunto l'assist di Tebas, presidente della liga spagnola che ha salutato con soddisfazione il lavoro svolto dalla coppia Gravina-Dal Pino. A trascinare i club verso questo epilogo, ha provveduto Andrea Agnelli, presidente della Juve e dell'Eca, organismo continentale. Fino a venerdì mattina non aveva mai schierato, pubblicamente, la società campione d'Italia in uno dei due schieramenti che si erano formati via via. «Non sono il tipo da parlare troppo e il mio silenzio spesso è stato strumentalizzato. Perciò colgo l'occasione per affermare qui, davanti a tutti, che la Juve è favorevole a riprendere il campionato come lo sono anche l'Uefa e l'Eca»: essenziale come al solito non ha impiegato più di un paio di minuti per aggiungere l'ultimo decisivo tassello al mosaico. Non solo. Ma su Instagram lo stesso Agnelli aveva valorizzato la posizione juventina cliccando un mi piace al post di un tifoso bianconero che aveva scritto, con riferimento all'Inter, a noi gli scudetti a tavolino non piacciono.

A quel punto, Urbano Cairo, presidente del Torino, per evitare un pericoloso isolamento, è uscito allo scoperto dopo aver confessato di sentirsi offeso da taluni giudizi, e ha virato verso la riapertura («il Toro non ha paura di giocare»). «Sempre che ci siano le condizioni, il paese in queste ore ha bisogno d'altro» il suo codicillo. Alla fine non c'è stato un voto vero e proprio poiché non c'era una delibera da sottoscrivere ma l'orientamento finale ha avuto il peso politico di un consenso pieno alla linea di Dal Pino.

La spinta politica più incisiva alla riapertura è arrivata nella giornata di ieri dall'ok di tre regioni colorate Pd, quindi guidate da esponenti del partito di maggioranza, verso gli allenamenti individuali riservati anche ai calciatori. È partito Bonaccini, Emilia-Romagna, dando via libera a Bologna, Parma e Sassuolo (Spal sono rimaste in attesa), seguito al volo dal collega campano De Luca che ha giocato di sponda con De Laurentiis e infine anche la regione guidata da Zingaretti ha valutato favorevolmente il sì dopo gli interventi e le proteste in particolare di Acerbi, della Lazio. In serata si è aggiunta anche l'apertura della Sardegna.

A questo punto, l'ultimo passaggio è affidato al confronto tra la federcalcio e il famoso comitato tecnico-scientifico di palazzo Chigi in programma già per oggi, comunque prima dell'8 maggio che è la data fissata da Gravina per riunione il consiglio federale e adottare provvedimenti che riguardino l'intero movimento. Intanto il ministro per lo sport Spadafora, dopo le ordinanze regionali, ha scritto al comitato chiedendo «di valutare la possibilità che le linee guida sullo svolgimento da lunedì degli allenamenti per gli atleti di interesse nazionale degli sport individuali vengano applicate anche agli atleti degli sport di squadra».

Completare o meno il campionato avrà risvolti anche sul contenzioso tra Lega di serie A e tv, chiamate a versare l'ultima rata nella prossima settimana. Fino a quando non ci sarà un provvedimento ufficiale, Sky con Dazn e Img non pagheranno. Senza aspettare il fischio di ripartenza, i legali di Dal Pino faranno partire le lettere di diffida prima di procedere con l'ingiunzione.

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