L'esonerato e l'inserito: il destino (strano) di Ancelotti e Gattuso

Due personalità differenti come ermerge dalle grafie. Uno sembra più adatto al calore di Napoli, l'altro più distante

Carlo Ancelotti Non si possono mettere in discussione la serietà e la competenza tecnica dell’allenatore, né, forse, si possono comprendere altre situazioni non proprio note; fatto sta che per Napoli ci vuole un allenatore che investa lo stadio del suo pathos. La natura dello sportivo napoletano, infatti, è basata sul calore e sul sentimento emotivo, ma soprattutto sul fatto che si debba sentire coinvolto: il tifoso napoletano è in campo con i giocatori. Ancellotti, come emrege dalla sua grafia, è invece l’uomo che ha sempre sottoposto al controllo sentimento ed emotività. Ricordo di averlo incontrato qualche anno fa per la presentazione di un libro alla sede del Milan: ho notato subito la sua correttezza, il suo saluto cordiale ma sobrio, uno rapido scambio di opinioni sul calcio, poi silenzio! Ho tuttavia apprezzato il suo livello intellettivo, tipico di un uomo di grande levatura, di conoscenza profonda della professione, quindi di uno tra i grandi professionisti del pallone. È però vero che, come avviene anche in certi matrimoni, non bastano l’accordo, le rispettive competenze e le personali doti per un’intesa perfetta; se uno esige manifestazioni empatiche, coinvolgenti a livello emozionale e sentimentale e l’altro non risponde adeguatamente tutto si raffredda… e finiscono per creare i dissapori, che diventa motivo di divorzio.

Rino Gattuso Un’energia da vendere e ancora da spendere! Una personalità più vicina all’umore e al carattere “vulcanico” degli spettatori napoletani “doc”. Gattuso possiede un temperamento sanguigno per cui dà tutto se stesso in ciò in cui crede, mettendosi in gioco in prima persona. Temperamento focoso, impulsivo e immediato, sembra quasi mascherare un sottofondo di timidezza, per cui necessita di riconoscenza non solo da parte dei tifosi, ma anche dal presidente che dovrebbe forse manifestare più presenza con gli allenatori. Gattuso, emerge dalla sua grafia, non è legato al tangibile, almeno così sembra dalla scrittura; quanto invece a cercare consensi e sproni, egli non si tira mai indietro, anche nei momenti infruttuosi. Dalla dirigenza del Milan non sembra abbia avuto risposte calorose e ciò può averlo demotivato. Il successo nell’esperienza di allenatore con il Napoli dipenderà non solo dalla sua bravura e dal carattere voglioso di vincere, ma anche dalle risposte che verranno dall’esterno, dallo spogliatoio e dal presidente che, lasciando un po’ la maschera del produttore cinematografico, dovrebbe assumere una paternità più calorosa e consona ad un pubblico speciale come quello di Napoli.