L'Inter va all'inferno e ritorna per abbracciare la Signora

Prima l'uno-due rossonero con gol di Ibra. Poi la ripresa choce i colpi di grazia di De Vrij e Lukaku. Agganciata la Juve

L'Inter va all'inferno e ritorna per abbracciare la Signora

Milano L'Inter strappa di forza al Milan un derby clamorosamente intenso. Una battaglia in cui la forza della squadra nerazzurra ha avuto la meglio su un Ibrahimovic spettacolare: assist e gol per l'illusione rossonera, e un palo al novantesimo per l'ultimo spavento interista, prima che Lukaku mettesse la sua firma nel duello tra giganti. Due gol del Milan in 45', quattro dell'Inter nella ripresa. C'è differenza tra le due squadre, lo dice la classifica dove i nerazzurri agganciano la Juventus in vetta, mentre il Milan a febbraio dice addio ai sogni d'Europa dopo aver accarezzato il sogno di tornare a vincere un derby di campionato dopo quattro anni.

Un'illusione regalata da un primo tempo che azzera di fatto i diciannove punti di differenza. Aveva ragione alla vigilia Conte a dire di non fidarsi di questo Diavolo. In verità l'allenatore nerazzurro addirittura cade nell'errore di rispettarlo troppo. Ti aspetti la sua squadra assatanata, invece è quella di Pioli a fare la faccia brutta. Calhanoglu si mette subito su Brozovic e toglie il minimo di qualità al centrocampo nerazzurro, ma il turco è anche ispirato facendo tremare il palo alla destra di Padelli, confermato al posto di Handanovic tra i pali. E con Eriksen in panchina, Conte di fatto rinuncia al mercato di gennaio e non ha luce in mezzo al campo. Dall'altra parte il Milan si appoggia sulle spalle di Ibrahimovic che fa sportellate e smista palloni, contenendosi nella corsa. La partita la fanno i rossoneri, mentre non è chiaro quale sia il piano di Conte perché il classico palla lunga a Lukaku non funziona, mentre Vecino spreca un rigore in movimento. Il Milan si sblocca quando a Ibrahimovic vengono i cinque minuti: al 40' torre per Rebic che beffa il maldestro Padelli; in pieno recupero una testata sulla dormita della difesa interista (primo gol su calcio d'angolo del Milan in campionato). L'ex esulta sotto la curva interista e ringrazia quella milanista facendo il gesto di Dio: è il marcatore più vecchio nella storia del derby di Milano.

Il doppio svantaggio è troppo anche per l'Inter, troppo brutta per essere vera. Conte la ribalta negli spogliatoi, da dove esce una squadra trasformata solo nell'atteggiamento (nessun cambio) che recupera in due minuti: al 6' stoccata di Brozovic dal limite; all'8' Vecino risolve in mischia. Tutto da rifare per il Milan che non poteva tenere il ritmo indiavolato, ma che si scioglie troppo in fretta. Quello che sembrava tutto sbagliato, all'improvviso diventa giusto. E viceversa. La fragilità rossonera è lo specchio della stagione. Comunque derby bellissimo. L'Inter è straripante e De Vrij ribalta il derby con una testata. Eriksen entra e centra da trenta metri la traversa, poi Lukaku cala il poker dopo il palo di Ibra. Aveva ragione la curva interista nella rilettura della leggenda di Sant'Ambrogio: il patrono uccise il diavolo, non schiacciò il serpente.

Venticinque minuti da squadra scudetto per gli uomini di Conte, dopo trequarti d'ora da incubo. L'aggancio alla Juventus in una notte dalle due facce dà una sentenza: l'Inter è da titolo con Conte che fa il capopopolo di San Siro. Domenica a Roma contro la Lazio è scontro al vertice, in un'ammucchiata con tre squadre in un punto che tutta Europa ci invidia. Non sarà il campionato più bello, ma è quello più avvincente.