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L'Italia ovale cerca il riscatto ma Cardiff è il posto peggiore

Il Galles dà spazio alle riserve, però resta lontanissimo

L'Italia ovale cerca il riscatto ma Cardiff è il posto peggiore

Cardiff - C'è da preoccuparsi. E non perché davanti abbiamo il Galles ma perché dalle parti del Severn, l'Italian job è già dato per svolto. Almeno a giudicare dalle scelte di Warren Gatland: sette cambi in squadra, il giusto quando si affronta una squadra di secondo livello. O'Shea di cambi ne ha annunciato solo uno, quello di Bisegni al posto di Tommaso Boni. Nel mondo dell'ovale, meglio non fidarsi, tutto può accadere ma è evidente che la distanza tra i Dragoni e gli azzurri resti siderale. L'Italia non vince da tre anni (15 sconfitte), il Galles le sconfitte le subisce col contagocce e il bilancio di O'Shea nel Sei Nazioni non può non pesare.

Per questo il coach predica ottimismo: crede nel gruppo e aspetta l'inversione ad u sul tabellone. Dalla sua ci sono i risultati di Zebre e Benetton nel Pro14 dove la continuità permette di toccare con mano i progressi. Ma in Nazionale la musica è diversa e le lacune emergono con più chiarezza. Mischia che subisce, difesa che fa acqua e attacco tutto sommato sterile diventano le condizioni di partenza di una campagna italiana capace di segnare appena 51 punti (7 mete) subendone ben 136 (18 mete). I numeri sono spietati da tre anni ormai. Il Millennium di Cardiff allora non diventa l'ultima spiaggia ma è il punto di partenza per abbozzare una reazione (se ne siamo davvero capaci), prima di chiudere sabato prossimo all'ora di pranzo contro una Scozia regolata ieri dall'Irlanda (28-8) che, grazie al ko degli inglesi a Parigi, ha già vinto il Sei Nazioni.

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