L'Italia in panchina troppo bella per accontentarsi dei... biscotti

Mancini non vuol sentire parlare di risultato utile per azzurri e Galles. E vara il turnover dei "tutti titolari"

L'Italia in panchina troppo bella per accontentarsi dei... biscotti

Roma. Il momento è arrivato. Con il pass per gli ottavi in tasca, per Roberto Mancini è tempo di turnover. «L'avremmo fatto a prescindere dalla qualificazione già ottenuta, è la terza gara in dieci giorni, si giocherà alle 18 e con 32 gradi», così il ct. Il Galles, avversario tosto e ancora in corsa per il primo posto nel girone, sarà il banco di prova per quelli della truppa azzurra che aspettano la loro occasione e, come sottolinea Belotti che oggi sarà titolare, dovranno farsi trovare pronti. Perché Mancini vuole vincere anche contro i britannici, è la mentalità sua e di questa Nazionale. «Poi se andremo a Londra o ad Amsterdam poco importa. Biscotto? È un problema che non ci riguarda, abbiamo già sei punti».

E se a Coverciano si fanno riti scaramantici, tipo far salire Vialli per ultimo sul pullman dopo che alla prima vigilia europea lo stavano lasciando a terra, i complimenti a quest'Italia stanno piovendo finalmente in patria («la Nazionale è di tutti, normale che ci sia un po' di freddezza all'inizio e poi salga l'entusiasmo con i risultati positivi...») ma soprattutto da tutta l'Europa calcistica. «Di sicuro siamo dei bei ragazzi... - scherza Mancini -. Gli elogi non ci creano pressione, fanno piacere». Oggi andrà quindi in scena l'Italia interscambiabile tanto strombazzata dal ct e dal suo gruppo di 26 tutti titolari. Gli azzurri sembrano una piccola Francia, la favorita numero uno di tutti gli addetti ai lavori per qualità e larghezza dell'organico. «Con l'Ungheria ha pareggiato? Restano i favoriti, sono campioni del Mondo in carica», ha sottolineato Mancini. Ma di sicuro le quote dei bookmaker al ribasso per l'Italia dimostrano che iniziano a temerci in tanti. Così, la curiosità di vedere all'opera le «riserve di lusso» di Mancini oggi conterà più che il possibile record di Pozzo da eguagliare (30 gare di fila senza perdere, Mancini è a 29 con un numero superiore di partite ufficiali) o il fatto di vincere anche la terza gara del girone, come fece Zoff a Euro 2000 - arrivando in finale -, Bearzot nel 1978 e Vicini nel 1990 - fermatisi a un passo dall'atto conclusivo - ai Mondiali.

Lo stesso Belotti, otto gol come l'amico Immobile nell'era Mancini e ora superato nelle gerarchie dal laziale, ripropone il solito refrain. «Sono contento per Ciro quando fa gol e aiuta l'Italia vincere - così il Gallo -. Siamo in 26 e tutti uniti verso un'unica direzione e un unico obiettivo perché rappresentiamo una Nazione. E abbiamo un mister preparato in grado di fare le giuste scelte». Con il Galles sarà tempo di vedere finalmente all'opera Verratti, probabilmente per un'ora, e testare la sua condizione fisica dopo la lesione al collaterale destro che poteva fargli perdere l'Europeo. «Torna Verratti? Magari esco io, non Locatelli», aveva detto Barella dopo la vittoria con la Svizzera. È lo spirito del gruppo: chi esce non protesta, ma supporta chi va in campo.

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