L'ultima idea per salvarsi: il crowdfunding

Le società contro la crisi pronte a chiedere aiuto ai tifosi tramite dei mini-bond

Aggrappati ai tifosi. Mentre la pandemia scuote le fondamenta economiche del calcio, i club stanno cercando qualsiasi soluzione per salvare la stagione, ma soprattutto il futuro. L'ultima idea per non affondare è quella di lanciare un crowdfunding per poter chiedere un contributo ai propri supporter sotto forma di equity o di mini bond, insomma delle obbligazioni anche di piccoli importi (a partire da 250 euro, ad esempio) per sostenere le necessità di liquidità delle proprie squadre del cuore.

Insomma, laddove non ci sono società quotate in borsa (come Juve, Roma e Lazio), o top club in grado di emettere bond per grandi investitori (tipo Inter, per capirci), scatterebbe un'operazione legata all'emissione di queste piccole obbligazioni che porterebbero prestiti nelle casse sociali a fronte di rimborsi che possono avvenire nell'arco di cinque anni e magari parzialmente sotto forma di partecipazione al capitale sociale o attraverso abbonamenti e accesso privilegiato al merchandising del club. Il tutto a fronte di un'emissione che per legge non può superare gli 8 milioni.

È chiaro che una soluzione del genere difficilmente potrà servire ai grandi club, che già fanno leva su abbonamenti e botteghini, oltre che sulle vendite di prodotti legati al marchio del club, ma potrebbero servire a società medio-piccole, soprattutto di serie B o addirittura di serie C. L'esempio da seguire sarebbe quello del Pordenone che due anni fa ha lanciato un crowdfunding legato alla scalata dalla C alla B che in sei mesi ha portato nelle casse del club friulano 2,2 milioni grazie al contributo di 250 tifosi-sottoscrittori. Ma il Pordenone è quasi una mosca bianca nel panorama del nostro calcio (è una delle poche che investe seriamente anche sul settore giovanile), soprattutto di quella serie C che ha già gettato la spugna per il proseguimento di questa stagione, soprattutto dopo aver capito che la maggior parte delle squadre uscirà massacrata economicamente dalla pandemia. Già in tempi normali i nostri club di terza serie accumulano mediamente 1,3-1,4 milioni di perdite l'anno, dopo lo stop (che ha messo in crisi le sponsorizzazioni e azzerato i botteghini) il rosso aumenterà almeno di altri 7-800mila euro a società.

Ci si aggrapperà anche al crowdfunding, ma alla fine non si può sempre chiedere ai tifosi di mettere mano al portafoglio. L'effetto pandemia non esiste solo per i club: le prospettive economiche della gente comune sono altrettanto preoccupanti. La serie C pensi a riformarsi strutturalmente, la B e la A pensino a risparmiare. Magari sul costo di tanti giocatori inutili ma strapagati.

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Commenti

Beaufou

Lun, 11/05/2020 - 11:36

"Crowdfunding", ovvero mendicità. Certo che "crowdfounding", anche se non si sa bene come si pronunci, ha il sapore di un tecnicisno intelligente e attuale, di cui si può andar fieri anziché vergognarsi. Ma siamo sempre lì: in altri tempi si sarebbe detto "ragazzi, non c'è una lira...", adesso si lancia una campagna di crowdfounding. Ahahahahah.

palandrana

Lun, 11/05/2020 - 15:13

Crowdfunding si chiama in italiano colletta.