Per decidere il podio dei milanisti insostituibili, non tanto per giudizio dichiarato di Max Allegri ma per una sorta di voto popolare, non c'è bisogno di uno sforzo particolare. Sommando i punti portati in dote alla classifica, il primo posto spetta di diritto al portiere Mike Maignan grazie ai rigori decisivi parati (contro Roma e Inter all'andata) oltre che per alcune parate prodigiose seminate lungo i mesi passati e poi per la sicurezza che ha trasmesso ai sodali della difesa che soltanto l'anno scorso, col contributo di Theo Hernandez, Walker, Thiaw tra gli altri, ha subito una valanga di gol. Dopo il derby di domenica scorsa il numerino speciale è fermo ancora a 20!
Al secondo posto non c'è storia, forse si potrebbe anche decidere per una medaglia d'oro pari merito: tocca a Luka Modric e non certo in riconoscimento della sua straordinaria carriera ma per il contributo concreto offerto alla fattura del gioco e nella fattispecie per il numero di palloni intercettati con conseguente sollievo collettivo. A tal proposito chi ha memoria recente, può rivedere l'azione del gol di Estupinan durante il derby di Milano e ricostruire come nasce l'azione (Modric a Tomori, da qui a Leao sponda per Fofana e filtrante per l'ecuadoriano). Sorvolando sul gol decisivo di Pisa giunto in pieno recupero alla bella età di 40 anni. In allenamento poi è un punto di riferimento per tutti, per i giovani del gruppo soprattutto.
Il terzo e ultimo gradino è per Adrien Rabiot sul conto del quale c'è già una statistica che parla chiaro (le due sconfitte in campionato con Cremonese e Parma sono curiosamente coincise con la sua assenza) per tacere del contributo in fatto di gol, anche se tutta la produzione fin qui ottenuta (4 gol) è stata raccolta in viaggio tra Torino, Como e Bologna.