La maledizione Bergamo fa tremare il Milan: ecco perché

I rossoneri si giocano l'accesso alla Champions nello stadio in cui un anno e mezzo fa subirono una bruciante umiliazione

La maledizione Bergamo fa tremare il Milan: ecco perché

Dopo sette anni di astinenza, il Milan può tornare nell'Europa che conta. Per farlo dovrà battere l'Atalanta domenica sera in modo tale da non dover dipendere dai risultati di Juventus e Napoli. Proprio a Bergamo, il 22 dicembre 2019, gli uomini di Pioli subirono una cocente sconfitta per 5-0, umiliazione che i tifosi rossoneri ricordano ancora oggi. Quella partita fu il punto più basso raggiunto dal Milan negli ultimi tempi: le lacrime di Donnarumma dopo il triplice fischio potevano far presagire un'altra stagione da incubo, ma appena cinque giorni dopo quella sfida la società annunciò l'ingaggio di Zlatan Ibrahimovic, dando così una scossa a tutto l'ambiente.

Dall'arrivo dello svedese infatti il club di via Aldo Rossi ha cambiato totalmente marcia, conquistando 121 punti nelle successive 58 gare. Per rendere bene l'idea dell'andamento dei rossoneri in questo arco di tempo, la straordinaria Atalanta di Gian Piero Gasperini ne ha totalizzati 125, appena quattro in più. La Dea inoltre è l'unica squadra del nostro campionato che Stefano Pioli non è riuscito ancora a battere da quando siede sulla panchina del Milan (un pareggio e due sconfitte).

Non ci potrebbe essere occasione migliore per spezzare questa maledizione, dal momento che un eventuale ingresso nella massima competizione europea peserebbe tanto non solo a livello di prestigio ma anche in termini economici. Non accedervi invece sarebbe una mazzata tremenda, considerato che il Diavolo nelle 37 giornate di questa Serie A non è mai uscito dalle prime quattro posizioni della classifica. Un anno e mezzo dopo i rossoneri tornano a Bergamo con una consapevolezza e una squadra diversa. Basterà per superare l'ostacolo Atalanta e accedere ai gironi della prossima Champions League?