Vantaggio virtuale, ma fuga reale: sarà dura riprendere l'Inter, anche per il Milan che ha giocato una partita in meno. Chivu centra l'11ª vittoria nelle ultime 12 partite, quinta consecutiva. Nettissima: 0-5 sul campo del Sassuolo, che punge in avvio ma, giocando di fatto senza il portiere (Muric, disastroso), finisce per essere travolto. Zero attenuanti, altrettanti rimpianti: non il salvataggio sulla linea di Dimarco al primo minuto, non il Var, nemmeno l'espulsione di Matic, che protesta sul quarto gol subìto e che anzi è forse proprio l'episodio che induce i nerazzurri ad alzare il piede dall'acceleratore, via Chivu con i cambi e da tutti un po' di pietà per un club che resta un club amico.
È festa per tutta l'Inter: per Bisseck che schioda l'equilibrio di partenza; per Thuram, che torna a segnare dopo 7 partite; per Lautaro, che affianca Boninsegna a quota 171 gol in nerazzurro ("ho i brividi, è un orgoglio enorme"); per Akankji, per la prima volta in gol con la maglia dell'Inter; persino per Luis Henrique, festeggiato da tutta la squadra, perché per lui il gol vale di più, anche se è proprio l'ultimo, sull'ennesima uscita a vuoto del portiere. E ovviamente festa anche per Chivu, che si prende l'ultima sabbatica mezz'ora per cominciare a pensare al suo particolare San Valentino, la sfida di sabato contro la Juventus, che vale per la classifica, ma soprattutto per l'onore. C'è da cancellare la sconfitta dell'andata, c'è da vincere finalmente una sfida contro un rivale che arriva dalla storia e non solo dalla cronaca. "La classifica testimonia quanto abbiamo fatto negli ultimi 2 mesi e mezzo. Siamo consapevoli di quello che siamo diventati e di quello che vogliamo essere. Ma ci sono ancora 14 partite". Enorme Dimarco: non segna, ma fa segnare. Due ottimi calci dall'angolo, che con Muric alla vana caccia di farfalle diventano perfetti, gli valgono i 2 assist per Bisseck e Akanji. In campionato già 13 (su 56) i gol da corner dell'Inter. Come 13 sono gli assist di Dimarco: il terzo col Sassuolo è il più bello, una rasoiata da sinistra per l'inserimento di Thuram, in gol dopo un mese, puntuale sul ritardo. Sotto questa montagna di Inter diventa topolino il rammarico del Sassuolo sul primo gol nerazzurro, anche questo un errore ispirato dal regolamento e da come lo interpretano gli arbitri.
Thuram parte in fuorigioco, il guardalinee non segnala perché gli hanno detto di aspettare la fine dell'azione, ma poi il pallone va in angolo e non in gol e così il Var non interviene, l'angolo è buono e Bisseck lo trasforma in gol. Un topolino, appunto. Un altro è il possibile 1-2 di Thorstvedt, questo sì cancellato dal Var, per la punta di un piede di Laurienté in fuorigioco. Dettagli. Trascurabili, visto il resto.