Marcelo e Romelu Tensioni, spifferi, gol: questa è la vittoria della... super talpa

La tensione fra i due, le voci post Slavia criticate dal Mister. Tutto spazzato via

La talpa in fondo è un animale simpatico anche se chiacchierone, nessuno sapeva almeno fino a ieri sera che potesse vincere una partita di calcio. La talpa è stata la mascotte della vigilia nerazzurra, quella che dopo gli spifferi post Slavia il venticello di spogliatoio sulla lite Brozovic-Lukaku è stata maltrattata da Conte perché figlia delle solite cattive abitudini. Ma Antonio non sa ancora che all'Inter puoi togliere se vuoi anche l'inno, ma una dose di sana pazzia esiste sempre. E il destino, in questo senso, aiuta.

È insomma lei, l'animaletto (mica tanto) immaginario, l'ospite d'onore di una partita dalla vigilia un po' agitata, anche perché a sentire le Voci delle curve poteva essere il derby dei fantasmi. Già: le vedove di Icardi esistono anche se si nascondono bene, e quelle di Cutrone ancora non si capacitano. E d'altronde fischiato l'inizio, per tutto il primo tempo là davanti c'è gente in cerca di identità a caccia di un pallone. Parliamo di Lukaku appunto, la sponda perfetta per tutti tranne che per se stesso, fino a quando Donnarumma gli devia un tiro tra il fiacco e il quasi molle. Oppure di Lautaro Martinez, fenomeno in nazionale ma ancora brutta copia di un bomber in partite come queste. Od anche di Piatek, che a un certo punto veleggia nell'aria per colpire di testa e mandare la palla tra le nuvole. E Leão? Apparso come un miraggio dal mazzo di Giampaolo, resta 30 milioni (quasi) di morbidezza.

Così, mentre qui si cerca di dare un senso a due squadre ancora in costruzione (molto più il Milan dell'Inter), qualcuno s'immaginava Icardi in accappatoio a spalmarsi la marmellata sui toast, almeno dal post di Wanda su twitter che immortalava la petit dejeneur parigina del mattino fatta di croissant e frutta fresca con un tocco di spalmata di ciliegie. Davvero un pre-derby di tensione, si direbbe, per un vero tifoso nerazzurro. Non immaginiamo poi il momento breakfast di Cutrone là nella landa desolata di Wolverhampton, ma di sicuro quelli a cui non va giù la digestione sono tutti a San Siro. Nel vedere D'Ambrosio che a porta vuota la mette sul palo o Suso che scarta tutti per non combinare nulla. Vero: l'Inter merita più del Milan, almeno per i primi 40 minuti. Ma chi segna?

Loro, appunto. Gli uomini della talpa, il croato sopravvissuto al ciclone dell'estate, il gigante ancora un po' con i piedi d'argilla ma con una testa grande così, in tutti i sensi. Oddio: non è certo il gol migliore di Epic Brozo, quello che apre la scatola del Milan. E la collaborazione di Leão peggiora la situazione del rossonero. Ma sul tabellone c'è il suo nome, terzo croato dopo Boban e Perisic a firmare la stracittadina. Var permettendo lo abbracciano tutti, Lukaku compreso. Che poi trova finalmente la via del gol, quasi liberato dall'uscita di Lautaro. Hanno segnato loro: che coincidenza, il fato...

È in fondo questo è il segno che le cose stanno cambiando davvero nell'Inter, nonostante i vecchi vizi che non piacciono al Mister. Perché pensandoci bene, tutti possono avere un giudizio diverso su come hanno giocato Brozovic e Lukaku, ma alla fine il derby sono loro, gli uomini della talpa. Che questa volta ci ha visto benissimo: ha vinto lei, e ha fatto pure una doppietta.

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