Marquez, che dominio Vale e Dovi sul podio dopo un duello show

Lo spagnolo fa gara a sé, in testa dall'inizio Rossi, secondo, dà spettacolo e beffa Dovizioso

Un Marc Marquez in versione lepre imprendibile vince, anzi stravince il Gran Premio d'Argentina, secondo appuntamento della stagione del motomondiale. Alle spalle dello scatenato spagnolo, però, va in scena un festival all'insegna dell'italianità, con quattro piloti dello Stivale, Dovizioso, Rossi, Morbidelli (caduto poi nel finale elettrico insieme a Viñales) e Petrucci, che hanno regalato sorpassi adrenalinici per larghi tratti della gara, tenendo con il fiato sospeso i 64.000 spettatori (e non solo) presenti sugli spalti del circuito di Termas de Rio Hondo, il tracciato progettato dall'italiano Jarno Zaffelli. Alla fine, a spuntarla per il podio è stato Valentino Rossi, secondo davanti ad Andrea Dovizioso, terzo in sella alla Ducati.

Pronti, via ed è subito assolo di Marquez. Scattato dalla prima casella della griglia, il cinque volte campione del mondo fugge via in pochi secondi come Beep Beep e nessuno è più in grado di riprenderlo. Per fortuna alle sue spalle ci hanno pensato gli italiani, in bagarre per le posizioni dalla seconda piazza in giù, a ravvivare un Gp altrimenti soporifero. E mai in discussione per il discorso vittoria, tanto che Marc Marquez, al terzo successo in terra argentina negli ultimi sei anni, ha il tempo di chiudere a braccia alzate sotto la bandiera scacchi.

Detto del dominio di Marquez, che scarta il regalo di Rossi, che finisce davanti a Dovizioso e ne approfitta per issarsi in vetta alla classifica, cosa altro si può aggiungere di Valentino, ancora lì a giocarsela con ragazzini che potrebbero essere i suoi figli e tornato sul podio a distanza di ventitré anni esatti dal suo esordio nel motomondiale in Malesia nel '96 con l'Aprilia 125. Un fuoriclasse che non conosce la parola fine tanto da diventare il tredicesimo pilota della storia a salire sul podio tra gli anta, il primo però in grado di riuscirci dal lontano 1977. «Sono felice per me e per il team esordisce Valentino - perché era tanto che non arrivavo sul podio, dal Sachsenring per la precisione, anche perché l'anno scorso nel finale di stagione già in due occasioni potevo finire sul podio ma sono caduto».

Per il Dottore si tratta del quarto podio in Argentina, il bilancio ora è di una vittoria e tre secondi posti, la terra che quasi lo venera come Maradona. «Abbiamo lavorato molto bene, ho girato come quando ero giovane, mi sono divertito». Sulla bagarre con Dovi, rivela: «Mi aspettavo di avere più passo di Dovizioso (quest'ultimo al posteriore aveva una soft, Valentino invece la media che è più performante nel lungo, ndr) c'erano due punti in cui ero più veloce e dove potevo provarci. Alla fine ho trovato il varco giusto. È andata bene.

Contento a metà, invece, il forlivese della Ducati: «Sono felice per il podio, perché era il nostro obiettivo in una pista difficile. Ma ammonisce Dovizioso - non sono contento per come si sono comportate le gomme durante la gara. Se vogliamo giocarci il campionato, dobbiamo migliorare». Giornata perfetta invece è stata quella di Marquez, alla 45esima vittoria nella top class: «Sapevo che i miei punti forti erano i primi giri e così ho spinto al massimo sin dall'inizio». In una parola: irraggiungibile.

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