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Mezzogiorno di fuoco

Volata Champions all’ora di pranzo: Napoli vicino al traguardo, poi vertice sul futuro Conte-ADL, i tormenti del Milan, le difficoltà di far gol della Juve

Mezzogiorno di fuoco
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Farà caldo, molto caldo. E sarà, tanto per cambiare, un mezzogiorno calcistico di fuoco. Perché alla fine di un paio di ore, scollinando il pranzo domenicale, avremo uno scenario più chiaro sulla prossima partecipazione alla Champions che vede al momento 5 squadre impegnate in altrettante sfide, tutte accumunate allo stesso orario per rispettare uno dei pochi requisiti ancora in vigore, la contemporaneità in occasione degli ultimi due turni di torneo. Il Napoli (70 punti), a Pisa, viaggia leggero e senza particolari affanni: deve conquistare 3 punti per essere matematicamente al sicuro di un piazzamento che vale tra 60 e 70 milioni, nella scia irraggiungibile dell'Inter impegnata invece nella celebrazione dello scudetto numero 21. Solo tra qualche giorno ci sarà la resa dei conti tra Conte e lo spogliatoio che da più parti viene definito in rivolta contro il comandante dello scudetto. Il vertice già fissato con ADL scioglierà il nodo della panchina. Chi insegue, Roma (67 punti) e Como (65), stanno meglio di tutti. Gasperini perché può affrontare la trappola del derby in carrozza: ha rivoltato nel finale la sconfitta di Parma con un paio di minuti all'assalto la settimana prima, la Lazio è malconcia senza Zaccardi né Romagnoli (squalificato) e senza nemmeno il secondo portiere Motta, sostituito da Furlanetto, il terzo, 24 anni mai giocato in serie A. I tifosi laziali resteranno fuori dall'Olimpico in aperta contestazione con Lotito, solo mille i biglietti venduti nella loro fetta di stadio, il resto è tutto romanista. Pronostico scontato.

Fabregas ha perso Nico Paz alla vigilia e può consolarsi con Baturina contro il Parma che ha già dimostrato di chiudere con dignità il torneo. Come si può intuire, i maggiori tormenti accompagnano il Milan (67 punti) nella tana del Genoa guidato dal romanista DDR. I rossoneri, reduci da una settimana-polveriera, hanno perso Ricci (distorsione alla caviglia), devono riproporre Jashari con Modric che calzata la maschera, andrà in panchina per ogni emergenza a poche settimane dall'intervento allo zigomo. Allegri è rimasto al centro del villaggio pronto a scansare gli argomenti più scomodi, a cominciare dalla rottura con Ibra ("in passato ho avuto litigi peggiori"). Ha difeso Tare ("ha lavorato bene, è persona seria e preparata"), allontanato da sé Viktor Beshani, ds al Tolosa entrato nei radar di Cardinale ("non lo conosco") e ammonito sulla necessità di "non guardare agli interessi personali ma a quelli del Milan che viene prima di tutti e di tutto" e ringraziato Cardinale per le citazioni. Ha anche ammesso gli errori propri ma ha elogiato il suo gruppo al quale mancheranno Estupinan, Leao e Saelemaekers. "Abbiamo preso troppi gol tra Udinese, Atalanta, Sassuolo e Torino" l'avviso ai naviganti.

Spalletti e la Juve (68 punti) si ritrovano al cospetto di uno storico rivale, la Fiorentina, ma che è reduce da una stagione piena di ritardi, tradimenti e salvezza sofferta.

A Vanoli, a fine corsa, mancano anche Gudmusson e Kean tanto per rendere ancora più fragile la resistenza e qui il quesito è sempre lo stesso da quando Spalletti ha preso posto stabile sulla panchina bianconera: riusciranno i suoi errori a trasformare in gol l'ammontare di calcio offensivo prodotto? Dipende tutto da qui, prima di andare incontro al derby col Toro che è davvero l'ultima mina vagante da evitare.

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