Mihajlovic: "Voglio tornare ad essere un zingaro di m..."

Sinisa Mihajlovic ha presentato la sua autobiografia e ha parlato a ruota libera della sua malattia: "Non ci si deve vergognare, questa cosa mi ha reso un uomo migliore. Ho avuto paura e non sono un eroe"

Sinisa Mihajlovic è un vero e proprio guerriero e ormai da un anno e mezzo sta combattendo contro la leucemia. L'allenatore del Bologna, inoltre, ha prima contratto e poi sconfitto anche il coronavirus a testimonianza di come il suo animo sia davvero battagliero. L'ex tecnico del Milan ha scritto la sua intensa autobiografia "La partita della vita" e ai microfoni del Corriere della Sera ha spiegato: "Ammalarsi non è una colpa, succede e basta. La verità è che non sono un eroe e neppure Superman. Parlavo così perché avevo paura".

Il grande errore

Mihajlovic ha poi parlato di un grande errore commesso in carriera, l'episodio di razzismo nei confronti di Patrick Vieira durante una partita di Champions League Lazio-Arsenal. Il tecnico del Bologna ha ammesso di avere sbagliato ma ha anche precisato:"Da quando gioco a calcio ho dato e preso sputi e gomitate e insulti. Succede anche con Vieira. Gli dico 'nero di m...' Tre giornate di squalifica. Sbagliai, e tanto. Lui però mi aveva chiamato zingaro di m... per tutta la partita. Per lui l’insulto era zingaro, per me era m... Nei confronti di noi serbi, il razzismo non esiste", questo il pensiero di Sinisa che ha sempre dimostrato di essere un personaggio fuori dagli schemi.

Una battaglia da vincere

Mihajlovic si è messo a nudo davanti al mondo mostrando la sua forza ma anche la sua debolezza nei confronti di una malattia terribile che l'ha prima scalfito ma poi reso più forte: "Chi non ce la fa, non è un perdente. Non è una sconfitta, è una maledetta malattia. Adesso mi godo ogni momento, prima non lo facevo e davo tutto per scontato. La malattia mi ha reso un uomo migliore". Un uomo che cerca di vedere il bicchiere mezzo pieno. Gli applausi e l'affetto mi hanno aiutato molto. Ma ora basta. Non vedo l'ora di tornare a essere uno zingaro di m...".

Chiusura con un messaggio importante nei confronti di chi ogni giorno nel mondo soffre e combatte contro delle gravi malattie: "Volevo dare un messaggi. Non ci si deve vergognare della malattia. Bisogna mostrarsi per quel che si è. Volevo dire a tutte le persone nel mio stato, ai malati che ho conosciuto in ospedale di non abbattersi, di provare a vivere una vita normale, fossero anche i nostri ultimi momenti".

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Commenti

maurizio-macold

Gio, 12/11/2020 - 15:21

Grandissimo calciatore, con un piede sinistro magico. Come uomo e' esattamente il contrario.