Il Milan di casa a Torino sa solo fare gol: sono 10 Champions a tre punti

Sotto la Mole ne ha conquistati 6 in 4 giorni: un'altra vittoria e torna in coppa Campioni

Il Milan di casa a Torino sa solo fare gol: sono 10 Champions a tre punti

Il Milan non lascia, anzi raddoppia. Raddoppia e vince sulle due sponde di Torino (10 gol in totale): in tre giorni sbanca la Juve e maltratta il Toro rifilandogli un settebello umiliante. Ennesimo successo esterno onorato da calcio di qualità assoluta. Luccica il gruppo di Pioli nella condizione fisica (alla 51ª partita della stagione), si ritrova alla meraviglia come nel girone d'andata e marcia spedito verso il seggio europeo della Champions, da oggi più vicino e distante solo tre punti, una vittoria. Particolare significativo: senza Ibra, assente 17 volte su 36 partite. Segno che anche senza il suo Gulliver è riuscito a disegnare calcio di eccellente livello. Negli spazi, poi, in velocità prima Theo e poi Rebic e Leao hanno fatto a pezzi la difesa granata.

Mezz'ora, la prima, di grande Milan acceca il Toro e lo fulmina con una sequenza che potrebbe chiudere il conto al culmine della frazione. Sembra la prosecuzione naturale della sfida di domenica sera con la Juve: stesso stile, stessa strategia, stessa geometria. Apre le danze, dal limite, col suo sinistro telecomandato Theo Hernandez su blitz di Diaz dopo 19 minuti, arrotonda più tardi Kessiè dal dischetto riscattando l'errore di domenica nell'altra Torino seguito inevitabile del fallo su Lyanco su Castillejo lanciato in area. A dire il vero c'è anche il 3 a 0 firmato da Calabria con una combinazione alla mano che sembra copiata pari pari dal rugby e invece le riprese tv certificano un fuorigioco di mezzo piede. In un tempo di buonissimo calcio espresso dal Milan, c'è un solo strafalcione commesso da Calhanoglu per la solita storia della costruzione dal basso: il suo passaggio indietro finisce a Zaza che gira a Bremer il più facile dei gol, un rigore in corsa, su cui Donnarumma si oppone e rimedia da par suo.

Pioli è scrupoloso nei cambi. Fuori subito Bennacer, ammonito in precedenza, dentro Meitè a inizio di ripresa, arrivato nel mercato di gennaio proprio dai granata. È la dimostrazione plastica che il Milan non vuole mollare la presa. E la conferma arriva in capo all'ennesima prova di grande salute fisica e di pressing intelligente: Kessiè ruba palla a Linetty, entra in area e serve un cioccolatino a Diaz che firma il secondo sigillo consecutivo. È lui, gol e traversa scheggiata ieri sera, il protagonista di questo finale rossonero. Il poker è servito grazie all'asse Rebic-Theo Hernandez. Incontenibile, anche Rebic si ritaglia gloria con un tris che procura una crisi di nervi dalle parti di Sirigu. Nicola e i suoi si guadagneranno la salvezza nella sfida di domenica prossima a La Spezia. Ed è forse anche per questo calcolo che in partenza Belotti, Verdi, Ansaldi e Rincon si fermano in panchina a recuperare energie preziose. Forse nemmeno al completo avrebbero resistito alle sequenze di questo Milan irresistibile.

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