Il Milan congeda Donnarumma con stile: "Ci separiamo..."

Maldini conferma: "Strade si dividono. Calciatori bandiera? Difficili ai miei tempi, figuriamoci oggi"

Il Milan congeda Donnarumma con stile: "Ci separiamo..."

Adesso anche gli scettici si arrenderanno: non è stato un bluff da pokerista ma una scelta consapevole e rivoluzionaria. «Le strade tra il Milan e Donnarumma si separano, gli auguriamo il meglio»: l'annuncio pubblico e solenne di Paolo Maldini, intervenuto su un canale del club per rispondere alle domande dei tifosi e non solo, è arrivato ieri. Ma è stato un congedo elegante, senza strappi al protocollo, nello stile consolidato di questo Milan che somiglia molto a quello berlusconiano.

«Gigio è stato leader e capitano di questo gruppo, oggi è difficile trovare carriere che cominciano e si concludono nello stesso club. Dev'esserci rispetto per lui, come il suo rispetto non è mai mancato» le parole dell'ex capitano che sulla decisione di non cedere alle richieste indecenti di Raiola ha ricevuto la solidarietà del popolo rossonero. La lezione tratta è confermata dallo stesso capo dell'area tecnica: «Calciatori bandiera? Era difficile ai miei tempi, è ancora più difficile oggi». Fine della poesia.

Consumata la separazione da Donnarumma, senza grandi rimorsi, Paolo Maldini ha raccontato la strepitosa stagione del rilancio milanista. «Il secondo posto è stato ottenuto grazie all'unità di intenti» ecco il vero segreto della cavalcata. «Sarà l'inizio dell'avventura che ci porterà a competere ai nostri livelli» seguito dal piano per la prossima stagione che vuol dire Champions, un banco di prova da brividi per un gruppo squadra così giovane. Sul punto Maldini ha esibito un retroscena gustoso: «A Bergamo, negli spogliatoi, Ibrahimovic ha interrogato tutti: alzi la mano chi ha già giocato in Champions league ha chiesto. Ha risposto soltanto Calhanoglu». Una frase che porta dritto dritto alle prossime scelte di mercato visto che sul taccuino suo e di Massara sono comparsi le candidature di Giroud (come vice Ibra) e quella di Ilicic quale suggeritore per l'attacco, il famoso deficit sulla tre-quarti di cui ha parlato spesso Pioli nei giorni scorsi.

Scolpito anche il momento chiave della svolta milanista. Per riconoscimento collettivo, e per lo stesso Maldini, è stato «il giorno in cui io e Pioli siamo stati riconfermati» e quindi il 22 luglio, al ritorno da Reggio Emilia dopo il successo sul Sassuolo e la fine del corteggiamento a Rangnick. «Da quel giorno abbiamo avuto solo tre settimane per migliorare il gruppo» ha ricordato alla fine Maldini come per far capire che, prima di quella data, nessuna mossa preparatoria era stato possibile effettuare in mancanza di un mandato specifico della proprietà e di Gazidis. Figurarsi il rinnovo di Donnarumma!

Intanto Ibrahimovic è stato multato di 50mila euro (25mila il Milan) dall'Uefa per la vicenda che vede lo svedese avere un interesse finanziario (si dice il 10 per cento) in una società di scommesse.

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