Al Milan non decide Max, ma Silvio il commento 2

L'agenda proposta da Adriano Galliani sposta di 48 ore la decisione finale sul conto di Max Allegri. «Mercoledì voglio capire cosa vuol fare il nostro allenatore» è la frase riferita dal vice-presidente vicario ai cronisti. Diversa, nella sostanza, da quella, a caldo, pronunciata a Siena dopo aver acciuffato al volo il treno della Champions. «Allegri ha ancora un anno di contratto con il club» la segnalazione che per taluni ha avuto il sapore e il senso di una conferma indiretta dell'incarico. Ma non c'è bisogno di così tanto tempo per conoscere l'opinione del livornese, nel frattempo impegnato prima a Coverciano e poi a casa per trascorrere qualche ora col figlio. I due, Galliani e Allegri, abituati a lavorare gomito a gomito, conoscono perfettamente le rispettive idee. Perciò la frase del dirigente ha da essere corretta così: «Aspettiamo mercoledì per capire cosa vuol fare il presidente Silvio Berlusconi». Perché da Arcore può e deve venire la decisione finale, sintesi delle tante valutazioni che tengono conto anche del parere dell'influente collaboratore schierato da quasi 30 anni al fianco del presidente. I primi giudizi berlusconiani, sul conto di Allegri e delle sue mosse realizzate anche a Siena (fuori El Shaarawy, dentro Niang mai in gol in serie A), non sono stati di segno positivo (e l'assenza del Cavaliere oggi in Regione ai festeggiamenti organizzati da Maroni per i 50 anni della prima Coppa Campioni potrebbe esserne la conferma).
Sul tavolo di Berlusconi, Galliani ha fatto arrivare tutti i suoi appunti: 1) il contratto appena rinnovato ad Abbiati (solenne promessa); 2) i punti collezionati nel 2013 sono stati 45, addirittura 65 quelli messi in fila dalla 9ª di andata, andatura «stratosferica» secondo il vice-Berlusconi, degna dello scudetto juventino; 3) il mancato raggiungimento del terzo posto e quindi dei preliminari di Champions league avrebbe avuto il significato finanziario «di finire in B», parole sempre di Galliani e compromesso tutto il mercato già prediposto da Braida, prima mossa il centrocampista della Samp Poli. Intorno a questi numeri, che come sottolinea Barbara Berlusconi, «non sono opinioni» si discute del destino di Allegri che sembra comunque segnato. Tanto che proprio la figlia del presidente, di primo mattino, si astiene da ogni pronostico sull'argomento, «tocca a mio padre, Galliani e Allegri, affrontare la materia», mentre invece non si tira indietro se c'è da incrociare lo spadone con Paolo Bonolis e dal web di color viola sul rigore assegnato a Balotelli. «Partire da meno 10 rispetto alla Fiorentina e arrivare 2 punti sopra costituisce un merito incancellabile» è la sua riflessione dopo aver confessato il tumulto emotivo provato per l'epilogo di Siena e del campionato milanista, «ho perso dieci anni di vita domenica sera». «Alla fine la decisione sarà una sola, perché il Milan è uno solo» continua a ripetere Adriano Galliani. Il quale sa di riscuotere la fiducia del presidente e sa anche che qualunque sia la scelta, sarà condivisa e sostenuta lealmente. La soluzione Seedorf non lo diverte e non lo esalta perché poi toccherà a lui, al dirigente in prima linea, ogni giorno, intervenire, dare una mano, ricucire, riparare agli eventuali errori del debuttante sulla panchina.

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