Il Milan passa pure col rosso. Mago Leao per la legge del 2

I rossoneri vincono a Benevento. Capolavoro del portoghese dopo l'espulsione (via Var) di Tonali

Alzi la mano chi considera il Milan capolista dopo 15 turni, inaugurando il nuovo anno così come chiuse il 2020, ancora un abusivo. Perché la prova di ieri a Benevento è l'ennesima superata alla grande, in condizioni proibitive, e non solo per le assenze gravi: in dieci per oltre un'ora ha tenuto botta e anzi arrotondato risultato e scheggiato due pali. È un gruppo - di uomini prim'ancora che di calciatori - d'acciaio questo, che si piega ma non si spezza, superando ogni tipo d'ostacolo. Nelle difficoltà si esalta addirittura tirando fuori il talento da chi è indispensabile, come Donnarumma e Kjaer, i due pilastri di cemento armato su cui poggia tutto il palazzo rossonero in costruzione. Fuori da San Siro, il Milan è diventato una macchina da guerra: sui 37 punti collezionati, ben 22, sono arrivati dai suoi viaggi. E vincere a Benevento (settimo della serie) non è un'impresa comoda: l'ultimo precedente è di 2 mesi prima (lo Spezia), dopo è riuscito a fermare sia la Juve che la Lazio. Subito dopo l'elogio del temperamento, bisogna segnalare una discussa mossa di Pioli diventata una genialata.

Eccola qui spiegata: dopo l'espulsione di Tonali, il Milan ha ballato la rumba, specie sul lato destro dove Leao non riusciva a dare collaborazione a Calabria, rimasto sempre in uno contro due. Opinionisti e tifosi hanno sicuramente pensato: è il caso di cambiare Leao. E invece Pioli l'ha lasciato sul binario e gli ha spiegato bene come avrebbe dovuto comportarsi. Così, all'inizio della ripresa, il portoghese ha piantato uno scatto da formula uno, tagliando per 50 metri la metà-campo avversaria, da destra a sinistra, dove ha raccolto palla e inventato una velenosa traiettoria che ha sancito il 2 a 0, la legge milanista che continua a segnarne almeno due in ogni partita.
A rendere esaltante il successo bisogna aggiungere oltre che alla resa della difesa, tornata ai consueti livelli, anche i due pali, gli ennesimi, centrati nella ripresa, uno di Calhanoglu e l'altro di Kessiè, a dimostrazione che il Milan non è rimasto asserragliato nella sua area. Non ci sono solo elogi e segnalazioni. Il Milan è andato avanti non su un tiro in porta ma su un pressing feroce di Rebic che ha approfittato di un pasticcio difensivo tra Montipò e Tuia che ha abbattuto in area il croato. Kessiè dal dischetto ha sistemato la contabilità.

Tonali (salterà la Juve mercoledì) è stato il protagonista in negativo della serata: espulso dopo mezz'ora per un intervento su Ionita, non violento, appena scomposto. Pasqua ha ammonito. Richiamato dal varista ha cambiato decisione sostituendo il giallo col rosso. Nel protocollo, un caso del genere, è una forzatura perché non rientra nella fattispecie di chiaro ed evidente errore. A quel punto, invece di deprimersi e di sfilacciarsi, il Milan è diventato un blocco unico, capace di difendersi dagli assalti del Benevento con ordine, precisione e le parate di Donnarumma. Questa volta è stato Inzaghi a vedere le streghe con il Milan. I limiti del suo attacco sono evidenti. Caprari ha anche sbavato il rigore a metà ripresa che avrebbe riaperto la sfida.

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Commenti
Ritratto di asso_idefix

asso_idefix

Lun, 04/01/2021 - 12:10

i pali del Milan sono tre e non due.... perchè il tiro di Calhanoglu è finito su un palo ed è rimbalzato sull'altro.....

Ritratto di giovinap

giovinap

Lun, 04/01/2021 - 16:39

quando una squadra vince anche "quando non scende in campo" come ieri contro il benevento(non come la juventus e i suoi bravi, che voleva approfittare del covid)è un buon segno per l'esito finale!