Il Milan ritrova l'orgoglio. L'Inter non sa più segnare

Il baby rossonero risolve il quarto di Coppa Italia ai supplementari. Per i nerazzurri terzo ko consecutivo

Il Milan ritrova l'orgoglio. L'Inter non sa più segnare

Milano - Il Milan dà un senso al suo Natale vincendo il derby e volando in semifinale di coppa Italia dove affronterà la Lazio. Il gol di Patrick Cutrone nei supplementari e le parate di Antonio Donnarumma mandano definitivamente di traverso il panettone all'Inter che vive la sua prima vera crisi nella gestione Spalletti dopo i due ko in campionato. Per Gattuso invece è ossigeno puro, una scarica di adrenalina del vecchio Ringhio per una squadra letteralmente allo sbando che si aggrappa al coraggio della baby punta che con una zampata scaccia per una notte tutti i fantasmi.

Perché è un Milan capace di sopportare tutto, anche di arrivare al giorno del derby che deve mettere una bella pezza alla prima parte di stagione e perdere nel giro di poche ore due portieri: Gigio Donnarumma dà forfait alla mattina per un problema muscolare, mentre Marco Storari si ferma in pieno riscaldamento. Tocca quindi al fratello parassita, così battezzato dai tifosi. Ma Donnarumma senior si fa trovare pronto anche se viene salvato dal Var quando butta in rete il pallone calciato da Perisic, disturbato da Ranocchia in fuorigioco. Poi diventa la sua partita e la parata nella ripresa a tu per tu con Joao Mario, giustifica da sola il vituperato milione di ingaggio.

E' un derby del ciapa no con due squadre capaci di perdere insieme per due giornate di fila in campionato, non capitava da settant'anni, e l'inizio è una partita di calcio saponato con i giocatori in bilico su un campo reso viscido dalla pioggia incessante. Se Donnarumma senior non tradisce l'emozione al debutto assoluto in rossonero, dall'altra parte Handanovic è decisivo due volte nel primo tempo sulla testata di Bonaventura e sul tiro di Suso. Sfida che è anche figlia del momento negativo delle due squadre: Gattuso e Spalletti si preoccupano di non andare sotto, perché aggiungere lo svantaggio al peso delle sconfitte, potrebbe rivelarsi fatale. L'Inter con un Borja Valero in meno perde qualità a centrocampo, mentre il Milan con un Biglia in più acquista sicurezza anche se l'argentino e Bonucci (qualche mugugno sugli spalti per l'ex bianconero) perdono qualche pallone di troppo. Non è un caso che nella ripresa Spalletti tolga il suo dieci, Joao Mario, dopo l'erroraccio davanti alla porta. Gattuso invece si affida al suo dieci, Calhanoglu. E' la ricerca della qualità in un derby di lotta, che porta Spalletti a scegliere pure Brozovic per Gagliardini. Nel Milan la classe ha sempre lo stesso nome: Suso, che è il più pericoloso dei suoi per tutta la partita e scheggia la traversa a 10' dalla fine. Milano prova a mettere le ali e sul ribaltamento di fronte Perisic ha la palla buona ma la spara in tribuna. Meglio il Milan che gioca come se fosse l'ultima occasione per rialzarsi, ma l'Inter, meno brillante fisicamente, ha le occasioni migliori. Comunque due squadre che al derby del ciapa no confermano tutti i loro problemi con il gol: entrambe quando arrivano al dunque si perdono clamorosamente.

Come se fosse già scritto si finisce ai supplementari: è la prima volta nella storia delle stracittadine ufficiali della Madonnina. Epilogo inevitabile tra due squadre in cerca di se stesse, soprattutto i rossoneri che a pranzo avevano ascoltato il discorso di Yonghong Li. Riunione fiume con Fassone, Mirabelli e Gattuso per il presidente rossonero prima di assistere alla rinascita della sua squadra: la firma è di Cutrone, che al minuto centoquattro insacca l'imbucata di Suso. Boato rossonero che concede la replica quando Donnarumma senior blocca il pallone. Finisce con Antonio abbracciato dal fratello Gigio e dai compagni. Il Diavolo fa Natale in paradiso, l'inferno di fine anno è tutto dell'Inter.

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