Milan, salta il blitz Berlusconi. Allegri rimane in bilancio

L'allenatore fuga tutte le voci sulla sua partenza: "Parlarne ora non ha senso"

Milan, salta il blitz Berlusconi. Allegri rimane in bilancio

Massimiliano Allegri non concede indizi sul suo futuro al Milan, nè denota nervosismo per l’ultima esternazione (non ancora smentita) del presidente Silvio Berlusconi, che all’ultimo momento ha annullato la visita a Milanello per «impegni imprevisti». Alla vigilia dell’epilogo di campionato a Siena, che vale un posto nella prossima Champions League, l’allenatore ha ammesso solo che sarà la sua «ultima conferenza stampa dell’anno: parlare ora del mio futuro non ha senso».

Dal Milan non sono arrivate proposte di rinnovo, l’offerta del Napoli non ha fatto breccia, quella della Roma si è rivelata più convincente per il livornese. E la prova non è la battuta attribuita a Berlusconi l’altra sera («Allegri andrà alla Roma, l’annuncio dopo la partita con il Siena»). «Se il presidente l’ha detto, spero mi abbia procurato anche un buon contratto... - ha scherzato Allegri - Con Berlusconi ho ottimi rapporti, mi dispiace che non sia venuto ma ci è sempre stato vicino nei momenti difficili. Devo ancora decidere la formazione, figurarsi se ho deciso cosa faccio l’anno prossimo».

Eppure Allegri ha il volto disteso di chi sa come andrà a finire, o almeno di chi sa cosa vuole. «La società conosce i miei pensieri», ha spiegato l’allenatore che in assenza di Berlusconi ha parlato a lungo con l’ad Adriano Galliani: «Lo facciamo ogni giorno, ci siamo detti tante cose ma siamo d’accordo di lasciarle da parte fino a fine campionato».

«Fra terzo e quarto posto ci saranno 1-2 punti fra noi e la Fiorentina, nel caso peggiore non si può parlare di stagione fallimentare. All’inizio c’era diffidenza, curiosità, paura. Ora - ha notato con parole che non stonerebbero come saluto finale - attorno al Milan c’è di nuovo entusiasmo. Ringrazio i ragazzi, i tifosi e la società che mi ha tenuto dopo le prime 8 partite».

E ora? Il sospetto è che si debba attendere la finale di coppa Italia che vedrà protagonista la Roma domenica prossima. Non sono esclusi annunci dopo la partita di Siena e Berlusconi ha promesso un intervento al processo di Biscardi lunedì sera, quando Allegri sarà a Livorno dopo aver fatto una lezione («Dirò bischerate») ai colleghi del corso di Coverciano.

Fra gli "alunni" anche Inzaghi, uno dei candidati per il futuro della panchina rossonera, ma alle spalle di Seedorf, che insegue la licenza Uefa Pro con un corso a distanza dal Brasile.

«Conosco solo i corsi italiani, da quelli di 1/a categoria, di 5 ore al giorno per un mese», ha commentato Allegri, che guarda con più simpatia a Gattuso, appena esonerato dal Sion dopo qualche mese da allenatore-giocatore. «Ora credo che comincerà ad allenare seriamente - ha previsto - L’anno scorso gli avevo proposto di entrare nel mio staff, poi ha fatto una scelta diversa». Uno come Gattuso sarebbe stato utile per in una vigilia così delicata. «È stata una buona settimana, con la tensione giusta», ha spiegato Allegri, minimizzando la lite con Robinho («Non è il primo giocatore che ho cacciato da un allenamento») e tranquillizzando sulle possibili reazioni di Balotelli a nuovi cori razzisti. «È bene che resti in campo, in 10 avremmo difficoltà», ha spiegato e a tutti ha chiesto di evitare espulsioni come l’ultima di Muntari: «Rimanere in 11 è fondamentale ma non tanto scontato», ha sorriso il livornese che in extremis ha recuperato Montolivo ma perso Boateng (problema a un ginocchio) e medita di spostare Balotelli a destra con Pazzini al centro del tridente completato da El Shaarawy.

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