Milanesi "separate" alla resa dei conti

L'Inter italiana vola in A, il Milan europeo si rifugia nella coppa

Milanesi "separate" alla resa dei conti

Sembrava un testa a testa eppure tra una sponda e l'altra di Milano ci sono già nove punti di differenza. Inoltre allargando i radar fuori dal cortile della nostra Serie A, per Inter e Milan c'è anche un'altra diversità. Stavolta non legata ai numeri, ma che serve a spiegarli. È uno status quo con i nerazzurri in smagliante versione campionato e i rossoneri che fanno leva sull'amata Europa per aggrapparsi al vagone dell'élite continentale.

Un cammino su due rette parallele: l'Inter già da inizio dicembre è fuori da tutte le coppe e può dedicarsi alla Serie A; il Milan a marzo inoltrato attende il Manchester United per un posto nei quarti di Europa League. Senza dimenticare che la campagna internazionale milanista dura dal 17 settembre 2020, con la vittoria a Dublino nel secondo turno eliminatorio contro lo Shamrock Rovers. Non tutte, ma molte spiegazioni della classifica attuale risiedono in questo assunto e per la squadra di Pioli adesso l'Europa - a partire dalla sfida di dopodomani contro gli inglesi - può diventare una lussuosa scialuppa di salvataggio per navigare verso la Champions League. Se il primato interista è lontano nove punti, il Napoli (insieme alla Roma) è quinto a sei punti ma con una partita in meno. Il bivio è molto più vicino di quanto si pensi, soprattutto guardando quell'ultimo mese di campionato tra aprile e maggio, che vedrà i rossoneri tre volte in trasferta contro avversarie dirette come Lazio, Juve e Atalanta. Si preannuncia un rush finale da brividi, specialmente nel caso in cui il doppio impegno europeo dovesse persistere.

Intanto sulla sponda opposta mentre l'inverno non è ancora finito e la primavera comincerà soltanto sabato prossimo, l'Inter ha preso il largo in anticipo facendo valere la sua forte anima italiana. Tra i grandi protagonisti del campo ci sono Barella e Bastoni e tra le mura tricolori Conte si è confermato un autentico mattatore in panchina. Non a caso quella in corso è la seconda serie da otto partite consecutive vinte, con la prima messa a referto a gennaio quando il fastidio degli impegni europei già non c'era più. Invece nonostante la marea di indisponibilità fronteggiata da Pioli, il Milan ha risentito molto meno degli sforzi del giovedì, rivendicando quel dna capace di rendere grande il club per intere generazioni.

I rossoneri in A hanno mandato in rete 15 giocatori diversi (su 50 reti), a conferma di una rosa profonda e spendibile anche al di fuori dei campi italiani. L'Inter è ferma a 13, ma di gol ne ha fatti 65 e più della metà (33) li hanno siglati Lukaku e Lautaro. Tra reti e vittorie la regolarità, sulla strada verso lo scudetto, paga sempre.