La medaglia la merita in semifinale e perde, semmai, quella più preziosa in finale, ma Michela Moioli vince. Vince su tutto e su tutte un bronzo che ha lo stesso colore delle ferite e dei segni che tenta di nascondere, abbassando il cappellino il più possibile sulla fronte. Non è un vezzo. È l'altra faccia, assai pesta, di una medaglia che brilla di coraggio, di quel mola mia bergamasco di cui ha impastato i successi, ma anche le botte del destino. "Moioli never die", dice confessando di aver trascorso la vigilia con mamma e sorella a canticchiare "Notte prima degli esami"
La 18ª medaglia azzurra arriva all'ora di un pranzo in cui Moioli sbrana le avversarie, anche se a stento riesce ad aprire la bocca per raccontare la sua emozione. "Ringrazio tutti, il team, coach Cesare Pisoni, la famiglia", dice scoppiando a piangere. "Sono devastata, ma non muoio mai, guardate il sorriso, se potete, non badate alle ferite, al mento, al labbro e poi il trucco fa miracoli...", sussurra lei, bellissima, bionda pur malconcia con quella faccia un po' così, che hanno quelli che scendono dal ring. Il suo è fatto di neve: tre giorni fa una caduta spaventosa, l'elicottero che arriva e se la porta via. Per un atleta di snowboardcross contusioni, mini traumi sono all'ordine del giorno, se ti va bene. Quando va male, Moioli lo sa: ha saggiato quanto sappia di sale il pane degli ospedali, dove, già nel 2014, aveva rischiato di guardare le Olimpiadi dalla Tv. Operata alla spalla pochi mesi prima, partì lo stesso per la sua campagna di Russia e in gara si ruppe il crociato. Poi il destino le diede tregua: oro a PyeongChang 2018, argento a squadre in coppia con Omar Visintin nel 2022. Ora il bronzo, terzo sigillo, uno per colore. Come Sofia Goggia, che vive a 8 km da casa sua, ha completato la parure di metalli a cinque cerchi, cui si aggiungono 20 vittorie, 26 podi, 3 coppe di snowboard e 7 sigilli mondiali.
Una collezione completa in bacheca e, si spera, anche in ortopedia. Proprio Michi e Sofi, i due ori bergamaschi, erano state fra le testimonial più convincenti nella candidatura di Milano Cortina di fronte ad un compassato Cio: quel duetto in inglese perfetto e spontaneità da consumate attrici resterà uno spot allo sport, alla gioia, alla vita. Per questo Moioli non poteva non esserci ieri a Livigno, nonostante un ricovero lampo e una fortissima contusione facciale. Al cancelletto chiede al pubblico di farle sentire il suo affetto. Il migliore degli anestetici. In semifinale fa il vero capolavoro. Parte ed è ultima, ma al penultimo salto il suo recupero sembra un video gioco: full gas, la sua posizione goofy col destro davanti che la differenzia, supera tutti, aggancia e semina le altre in curva e nei balzi. La stessa strategia paga meno in finale, ma la conduce fino al bronzo commovente. Come la dedica alla nonna "che mi segue da casa...
" e la confessione: "È proprio vero..." dice abbassando gli occhi, "molte volte devo toccare il fondo per poi risorgere dalle mie ceneri come una Fenice". Eh si, Michela. Di botte in faccia ne hai prese: mostrale tutte, perché valgono sempre una medaglia.