A un certo punto stava in piedi per scommessa, un tema ricorrente in questi giorni di tennis. Lorenzo Musetti è andato oltre, come fanno i veri campioni, e che importa se il ranking live lo mette all'undicesimo posto della classifica: quello che ha fatto ieri sul Campo Centrale è da vero Top 10. "Per uno come me una partita come questa vale più di tante giornate in cui mi viene tutto facile": ed infatti Musetti ha battuto Cerundolo 7-6, 6-4 dopo 2 ore e 10 minuti di lotta, finendo con qualche lacrima ("ero emozionato, Roma vuol dire molto per me") dopo aver giocato quasi su una gamba sola. L'altra era ben fasciata all'altezza della coscia sinistra, "e devo ammetterlo: non ero proprio al 100%". Ce ne siamo accorti tutti, proprio per questo è un successo che vale doppio.
Lorenzo agli ottavi, dunque, in una domenica che si presentava molto azzurra (Darderi ha battuto Paul 3-6, 6-3, 6-2, Cocciaretto fuori 6-1, 6-0), nonostante le gocce di pioggia alternate a pochi squarci tra le nuvole grigie. La scommessa ora continua, perché con un malanno così ("cramping" ha detto lui alla fine per minimizzare, ma non era solo quello) serve riposo e cautela, soprattutto perché ci sarà poi da difendere la semifinale raggiunta l'anno scorso a Parigi. Ma il Foro è il Foro , e Lollo giura che ce la metterà tutta per affrontare Casper Ruud, un altro che sul campo ti fa pedalare. Ci vorrà un fisico integro per non far correre al corpo troppi rischi.
Oggi tornerà in campo Sinner (contro Popyrin, ore 15, Sky), nel frattempo - a proposito di scommesse - l'avversario più duro da battere è quello della banda del betting. Niente di illegale, ma c'è molta maleducazione sportiva che si annida tra gli spalti gremiti delle partite del torneo. Pensate, per esempio, al povero Gianluca Cadenasso, 21enne italiano costretto a giocare come se fosse in trasferta contro l'argentino Tirante, solo perché un gruppo che aveva puntato contro di lui urlava a favore del suo rivale. Cadenasso ha perso, per la gioia degli ultrà del denaro facile, ma il suo caso si moltiplica di giorno in giorno. Per dire: nella battaglia persa contro lo sfavorito Llamas Ruiz, il francese Moutet è stato continuamente disturbato, così com'è capitato in altre partire già dalle qualificazioni. Che fare? Il presidente della Fitp Binaghi risponde che "alzando i prezzi dei biglietti cerchiamo di fare selezione all'ingresso".
Ma purtroppo non basta, chi maneggia tanto denaro non si ferma davanti a nulla, e poi succede che i tennisti si ritrovano i social pieni di minacce di morte. Insomma l'Atp ldeve intervenire, e lo dice anche Musetti: "Si impedisca a queste persone l'ingresso alle tribune". Prima che sia troppo tardi.