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Napoli rialza la testa, Spezia liquidato col brivido finale

La conferma di Gattuso dà la scossa: quattro gol in 40 minuti, poi la squadra si ferma e rischia

Napoli rialza la testa, Spezia liquidato col brivido finale

Napoli. Stesso avversario, stessa location: venti giorni fa, il Napoli in novanta minuti tirò ventotto volte verso la porta dello Spezia, fece un solo gol e perse la partita, oltre alle certezze e alla credibilità. Ieri sera cinque tiri verso la rete ligure e quattro reti in 40 minuti, più che sufficienti per chiudere il discorso qualificazione.

Ha ragione il suo allenatore, confermato da AdL alla vigilia: il Napoli è una formazione schizofrenica, nel bene e nel male. Non a caso alterna gare insipide e deprimenti a goleade inattese, e non è la prima volta: sei gol a Fiorentina e Genoa, quattro ad Atalanta, Roma e Spezia. Dunque in coppa Italia la semifinale sarà quella auspicata da Gasperini, Napoli contro Atalanta, andata al «Maradona» il 3 febbraio, ritorno in casa dei bergamaschi il 10. Malissimo lo Spezia all'inizio, controfigura della squadra ammirata da queste parti a inizio mese e capace di sbattere la Roma fuori dalla Coppa. Se parte del merito sia da attribuire alla ritrovata compattezza intorno al proprio allenatore o al cambio modulo (ieri partenopei nella versione a loro più congeniale del 4-3-3) è tutto da chiarire, sta di fatto che dopo appena cinque minuti Koulibaly aveva già allontanato fantasmi e paure, sbloccando il risultato addirittura di tacco.

Non ha giocato lo Spezia nel primo tempo, ha pressato poco e male, concedendo campo agli avversari che hanno fatto quello che volevano: arrivare in area palleggiando e bersagliando il numero uno spezzino, colpevole sul gol di Koulibaly ma poi tradito dai propri difensori in occasione degli affondi in serie di Lozano, Politano ed Elmas. Squadre stravolte dalle sostituzioni nel secondo tempo, Napoli fisiologicamente più soft, il ritorno al 4-2-3-1 fa perdere fluidità ai giocatori di Gattuso proprio mentre lo Spezia guadagna metri e fiducia a centrocampo. L'uno-due di Gyasi e Acampora, con deviazione decisiva di Manolas, cambia la fisionomia dell'ultimo quarto d'ora ma è solo un'illusione, perché la difesa azzurra si ricompatta e difende vittoria e qualificazione.

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