Nella sfida Nord-Sud l'Inter quasi scudettata può far fuori il Napoli

Per la Champions league è lotta settentrionale, ma azzurri in lizza. Che stasera si giocano molto

Nella sfida Nord-Sud l'Inter quasi scudettata può far fuori il Napoli

Napoli è l'ultimo ostacolo non per lo scudetto, già virtualmente vinto da almeno 15 giorni, ma per frenare la corsa record di 11 successi consecutivi nel girone di ritorno. Poi l'Inter è attesa da 4 partite (Spezia e Verona, Crotone e Sampdoria) entro le quali anche l'aritmetica le darà il titolo. Stasera (inizio 20.45) gioca per ultima, ma non è più questione di sapere o non sapere cosa hanno fatto gli avversari, perché di avversari non ce ne sono più, nonostante l'ovvia prudenza dialettica di Conte. Anzi: stasera l'Inter gioca anche per quelli che sono i suoi rivali più storici e ostinati. Oggi la classifica dice: Inter, poi Milan, Juventus e Atalanta. Le 3 grandi tradizionali e la grande rivelazione di questi ultimi anni. Tutte squadre del Nord, che più Nord non si potrebbe. Togliere punti al Napoli, la prima in classifica del Resto d'Italia servirebbe a cristallizzare la classifica, mentre Roma e Lazio al momento restano lontanissime.

Detto questo, a Conte interessa solo vincere un'altra partita e superare «un altro degli step che mancano per coronare un sogno», racconta in una vigilia che correrebbe liscia se non ci fosse la ritrovata voglia di individuare qua e là trappole e nemici, sì da poter alzare barricate a protezione della squadra, ma soprattutto della sua concentrazione. «Il problema sono io, per questo criticano il nostro gioco. L'importante è che non tocchino l'Inter», strilla da capobanda che non si nasconde, anzi. «Solo i risultati hanno cambiato la percezione del mio lavoro»: cos'altro avrebbe dovuto farlo, resta peraltro un mistero, detto (più volte) che l'Inter lo scorso anno è finita seconda in campionato e all'ultimo atto dell'Europa League. Piuttosto, fino a un girone fa, c'era da chiedersi dove fosse finita quella squadra. La base era già buona: il lavoro da scudetto non è certo cominciato con questo filotto di vittorie.

Già dopo aver battuto il Cagliari, domenica scorsa, Conte ha cambiato registro di comunicazione. Sarà interessante sentirlo stasera, in caso di nuova vittoria. O in ogni caso, ascoltarlo il giorno dell'incoronazione aritmetica. «La verità è che mancano ancora tanti punti e che a Napoli ci attende una sfida molto dura contro una squadra che avevo indicato tra le favorite, per la forza della rosa e la bravura di Gattuso». Quest'anno il Napoli ha già perso 3 volte in casa, mentre l'Inter ha perso solo 1 partita lontano da San Siro (vincendone 10). Resta un copione da interpretare, col ricordo della sofferenza patita all'andata, pur vincendo, e l'amarezza dell'eliminazione di un anno fa, nella semifinale di Coppa Italia («noi dominammo, loro vinsero il trofeo»).

Nuovamente arruolabile Perisic, che però va in panchina, a sinistra gioca Darmian. Per il resto è l'Inter migliore, con la difesa titolare, con Barella ed Eriksen accanto a Brozovic, con Hakimi a destra e i Gemelli Lukaku e Martinez in attacco. La formazione da imparare a memoria come si fa per quelle che vincono gli scudetti.

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