Nibali fa saltare il banco poi deve limitare i danni

Vincenzo apre la battaglia nel tappone dolomitico ma Chaves e Krijswijk (nuova rosa) lo staccano

Pier Augusto Stagi

Corvara Un colibrì plana leggero sulle Dolomiti: Esteban Chaves, 26 enne corridore colombiano, si aggiudica il tappone dolomitico di Corvara, mentre l'olandese Steven Kruijswijk, dopo aver messo in crisi il nostro Nibali, si veste di rosa.

Nibali è il primo ad attaccare sull'ultima salita di giornata. Sul Valparola, dopo che Scarponi suo fido gregario gli ha apparecchia per bene la tavola, lo Squalo sferra il suo attacco: un'accelerazione rabbiosa, che fa esplodere in poche centinaia di metri il gruppetto dei migliori, fino a quel momento tutti assieme. Valverde abbassa la testa e non reagisce, Kruijswijk e Chaves sono invece lesti a prendere immediatamente la ruota del messinese e a non perderlo di vista. I tre procedono per un centinaio di metri assieme, poi quando ti aspetti l'ennesima accelerazione del siciliano, a sorpresa parte il codice fiscale olandese che piazza la rasoiata decisiva. Chaves risponde con i suoi tempi, in progressione. Nibali invece accusa: china il capo, inarca la schiena e perde qualche metro.

Il finale è un braccio di ferro tra la strana coppia e il nostro campione, che non molla e cerca di ridurre al minimo il gap. Un altro, al suo posto, sarebbe saltato per aria. Restare da solo, in una fase così calda della gara non è né semplice né tanto meno raccomandabile al peggiore dei nemici. Chaves e Kruijswijk, invece, pensano a guadagnare su tutti, anche sui pochi fuggitivi di giornata che sono restati davanti.

«Sul Valparola ho mollato a tre chilometri spiega il campione d'Italia -, ho cercato di gestire lo sforzo ma non era semplice perché davanti erano in due mentre io ho dovuto fare tutto da solo fino al traguardo». E aggiunge: «Pensavo che Valverde tenesse meglio, invece è saltato molto presto. Ora devo pensare a recuperare le forze e cercare di preparare al meglio la cronoscalata. Il Giro è ancora lungo».

Chaves e Kruijswijk arrivano a Corvara insieme a Preidler (terzo), a 1.800 metri dal traguardo riprendono anche Atapuma (quarto), l'altro colmbiano in fuga per quasi tutta la tappa. Vincenzo arriva quinto, e paga 37 più l'abbuono. Il tappone dolomitico stravolge radicalmente la classifica: Kruijswijk, da quinto, balza al primo posto. Nibali è secondo a 41'', "colibrì" Chaves plana sul terzo a 1'32''. Valverde resta quarto, ma dalla rosa ora lo separa un solco di 3'06''. L'ex leader Amador precipita quinto a 3'15'' seguito da Majka (3'29'') e Zakarin (3'53'').

All'arrivo, solo facce stravolte per quel lento peregrinare su e giù da strade che profumano di storia e di pace. Patrimonio dell'Umanità, le Dolomiti. Uno degli architetti più famosi, Le Corbusier, le definì «l`architettura naturale più bella al mondo». Salgono ansimanti e scendono silenziosi i corridori, in una lunga processione fatta di continue accelerazioni e improvvisi rallentamenti. Il sole riverbera sulla pietra chiara delle Dolomiti. E sui volti sfigurati dalla fatica scende la sera.

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