Niente bronzo, ancora quarti, slitta il pass per Rio. Campagna: «Non è un fallimento»

Ai Mondiali di Kazan, in Russia, il Settebello perde ai rigori la finale per il bronzo contro la Grecia, rinviando così la possibilità di agguantare il pass olimpico per i Giochi di Rio 2016. E dire che il successo ai quarti contro i campioni iridati uscenti dell'Ungheria era sembrato addirittura un viatico verso l'oro. Invece, Tempesti e compagni restano nuovamente fuori dal podio, così come era già successo due anni fa a Barcellona. «La sconfitta con la Grecia – commenta il ct Campagna - non è un fallimento. Usciamo comunque da un Mondiale in cui gli aspetti positivi sono stati di gran lunga superiori ai negativi».

Un avvio di match tranquillo tra le due formazioni, che cominciano a rilento la prima frazione. Nei primi minuti dell'incontro sciupiamo due ottime occasioni, che si aggiungono al rigore non trasformato da Giorgetti; dunque ne approfitta la formazione ellenica, brava a sbloccare il punteggio con la rete di Afroudakis, ex giocatore del Posillipo e della Grecia dell'ex tecnico e ora ct del Settebello Sandro Campagna. Voltiamo finalmente pagina con il gol dalla distanza di Di Fulvio, uno dei sette debuttanti della Nazionale italiana. Sette come le rassegne iridate disputate dal nostro portiere Stefano Tempesti, incapace tuttavia di fermare le due conclusioni improvvise di Vlachopoulos.

Sotto di una lunghezza, siamo costretti a inseguire i nostri avversari: le reti di Figlioli, Velotto, Fondelli e Aicardi (doppietta) permettono al Settebello di restare ancorato all'incontro. Siamo ancora vivi. Trascinata dal centroboa del Settebello, che conquista un rigore importante (trasformato da Figlioli) nel quarto periodo, pareggiamo il match. Il palo colpito da Fountoulis, da buona posizione, è una manna dal cielo; ma a trenta secondi dal termine, il tiro decisivo di Di Fulvio si ferma sulla traversa. Quindi il finale amaro dei rigori.

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