Non solo Inter-Psv. Spalletti tra speranza e cattivi pensieri

Nerazzurri con qualche assenza e la testa a Barça-Tottenham: «Ma sono persone serie...»

Non solo Inter-Psv. Spalletti tra speranza e cattivi pensieri

nostro inviato ad Appiano G.

Siamo italiani e pensiamo male. Siamo fatti così e non c'è nulla da fare. Vale per la politica, la società e, ovviamente, anche per lo sport. E allora per il passaggio del turno nel gruppo B di Champions partono i cattivi pensieri. Perché all'Inter per qualificarsi agli ottavi di finale, non basterà vincere a San Siro contro il Psv Eindhoven. No, servirà anche un aiuto concreto dal Barcellona che in casa non deve assolutamente perdere contro il Tottenham. Altrimenti, inglesi avanti e ciao ciao Champions per i nerazzurri. Quindi, va in scena la divisione italica tra cattivi pensieri e speranze, con percentuale maggioritaria di chi pensa male. Aiutati anche dalle voci che arrivano dalla Spagna e parlano di un Barça B in campo contro il Tottenham, cui fa da contraltare la promessa di impegno massimo di un simbolo come Piquè.

Sia come sia, l'Inter deve per forza vincere e poi si vedrà. La ricetta di Spalletti va anche oltre, e più che appellarsi alla professionalità del Barcellona, su questa mette la mano sul fuoco. «Penso che al Barça si stiano offendendo per questo mettere in dubbio la loro etica professionale - asserisce il tecnico - Tra i blaugrana trovi solo persone serie. Pensare a cosa faranno loro sarebbe un errore, perciò penseremo solo a vincere questa partita». Il tecnico Blaugrana Valverde annuncia turnover, assicura che i suoi giocheranno per vincere come sempre ma punge anche l'Inter: «Se erano tanto preoccupati potevano evitare di perdere col Tottenham». Chissà. In ogni caso, il manifesto di Spalletti è chiaro, almeno a parole, perché il destino dell'Inter non è nelle sue mani e lo sa anche lui. Ma poco importa. Quella di stasera per lui non sarà una partita ma la partita. «Questa è la più importante da quando sono all'Inter, sostituisce la gara con la Lazio dell'anno scorso - spiega Spalletti - Abbiamo fatto quello che dovevamo fare. Se dopo il sorteggio ci avessero detto vi giocate la qualificazione all'ultima partita cosa avreste detto?».

E allora serve mettere tutto dentro il campo. La voglia, la motivazione, l'orgoglio. E lasciare fuori ogni polemica. A partire da quella legata alla presenza di capitan Icardi al Bernabeu per assistere a Boca-River, a due giorni dalla sfida decisiva. «Non vedo dove sia il problema, è una cosa che si gestisce dentro quello che è il regolamento e la possibilità di avere un'autorizzazione. È come andare a cena da un'altra parte o a vedere uno spettacolo», tronca Spalletti che punta invece sull'effetto San Siro, anche per migliorare il proprio difetto principale, quello di non avere la stessa tenuta emotiva in tutte le gare e per tutta la gara. «Nell'Inter, l'unico certo di avere sempre una maglia da titolare, è il nostro pubblico. Per noi conta il mantenimento della qualità per tutta la partita». Ma non sarà facile per i problemi di formazione. Vecino è out, Nainggolan è convocato ma non sta bene. Possibile lo spostamento di Asamoah in mezzo al campo con Brozovic e Borja Valero, oppure uno schieramento più offensivo con Keita o Lautaro trequartisti. Intoccabili Perisic e Politano così come Icardi. A lui il compito di fare gol e far vincere l'Inter. Quello serve, poi si guarderà al Camp Nou. E si vedrà se avrà avuto ragione chi ha pensato male o chi era ottimista.

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