Lezioni portoghesi

Dopo la Supercoppa, tre parole per il debutto in A: "Fame, lavoro e vittorie". Paulo vinse a Madrid e inciampò proprio con il Cagliari

Lezioni portoghesi
00:00 00:00

Sono tre le frasi simbolo del nuovo avvento milanista. Firmate da Sergio Conceiçao nel giorno del sopralluogo a San Siro (rizollato il prato) e della decisione di trascorrere la notte in ritiro a Milanello. La prima, forse la più significativa di tutte: «Chi pensa di avere la pancia piena dopo la Supercoppa non può lavorare al Milan che ha 19 scudetti e 7 Champions in bacheca. A 17 punti dalla vetta il Milan deve riprendere a vincere e convincere». Potrebbe bastare per far capire come sia cambiata la musica anche se già Fonseca, al ritorno dall'impresa di Madrid, avvertì sul rischio di staccare la spina. La seconda frase riguarda proprio il suo lavoro appena cominciato: «Dobbiamo migliorare tanto. Ho visto limiti in difesa, errori nel pressing. Io non ho formule, qui comandano i risultati. Oggi, rispetto ai miei tempi di calciatore, vedo ragazzi troppo coccolati: questo non è un hobby, è un lavoro!». Infine l'orientamento sul mercato con Okafor in partenza per Lipsia (prestito con diritto di riscatto fissato a 25 milioni) e probabile arrivo di Rashford (dal Manchester United): «Una o due volte il club mi ha già chiesto di parlare di mercato ma ho detto loro che non ho avuto tempo. Dopo il Cagliari lo faremo. Rashford? Un nome come tanti». Sembra un intervento banale ma è esattamente il contrario di quel che accadde con Fonseca che dichiarò chiuso il mercato milanista in estate e qualche ora dopo Ibra lo corresse: «Il mercato è chiuso quando lo dico io!».

Ecco allora i primi autentici segnali del cambiamento. Che riguardano la personalità di Conceiçao e l'effetto trascinamento a cominciare appunto dal discorsetto fatto in aereo al ritorno da Riad. «Ho ballato, sì, ho fumato il sigaro, ma poi ho detto loro: non abbiamo fatto niente». E per capire se davvero è cambiata la testa di questo Milan, stasera c'è il Cagliari che mandò di traverso (3 a 3) non solo il risultato ma anche l'umore del gruppo appena rientrato da Madrid con il successo storico in Champions. Le notizie dal fronte non sono entusiasmanti. Ultima perdita: una ricaduta per Loftus-Cheek, appena rimesso piede in campo nell'ultimo pezzo del derby di Supercoppa d'Italia. A questo punto il ricorso a un centrocampista è quasi indispensabile perché c'è anche da verificare lo stato di salute di Bennacer reduce da un lungo periodo di convalescenza. In attesa di perfezionare il nuovo sistema di gioco (4-4-2 quello preferito dal portoghese), bisogna chiedere a Musah di restare in prima linea e a Leao di cominciare dall'inizio, accompagnato dalla raccomandazione del tecnico («Rafa deve correre, deve aiutare») che non può passare inosservata.

Nell'occasione un altro ex epurato, Calabria, può riprendersi maglia e ruolo (per la squalifica di Emerson Royal) mentre la fascia di capitano resta probabilmente a Maignan con la spiegazione didascalica di Conceiçao («Io sono il leader ma tutti hanno la responsabilità»).

Commenti
Disclaimer
I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Accedi
ilGiornale.it Logo Ricarica