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Paradosso in A: più delle squadre conta chi arbitra

Sono gli arbitri a decidere lo svolgimento delle partite, anche all'estero come la champions e gli altri tornei Uefa hanno confermato, da loro dipende non il risultato ma l'andamento

Paradosso in A: più delle squadre conta chi arbitra

Massimi, Fourneau, Colombo, Fabbri, Massa, Marchetti, Abisso, Sozza, Feliciani, Pairetto. Allenatore Rocchi. Ecco la formazione, panchine a parte, scelta per questo turno di A. Scrivo di arbitri perché il calcio, il gioco, la partita sono ormai diventati elementi a margine, note, asterischi a confronto dell'importanza che hanno assunto quelle che una volta, almeno nel nostro campionato, venivano definite giacchette nere (resistono ancora in Premier) e da noi hanno lasciato il posto ad outfit multicolor. Sono gli arbitri a decidere lo svolgimento delle partite, anche all'estero come la champions e gli altri tornei Uefa hanno confermato, da loro dipende non il risultato ma l'andamento, ecco perché è diventato difficile pronosticare chi seguirà l'Inter e il Milan nella prossima champions, il Napoli che va a Verona? Il Como che aspetta il Lecce? L'Atalanta che affronta a Reggio Emilia il Sassuolo? O, sopra tutto, la Roma e la Juve che si affrontano all'Olimpico? Giochi aperti, la lega lombarda, Como e Atalanta, potrebbe far saltare il banco della Juve che ha dentro l'orgoglio ma anche la fatica a differenza della Roma che è bella fresca e pronta al colpo della vita. Sul Napoli contro l'Hellas il dubbio è plausibile, non per la pericolosità fragile dell'avversario veneto ma per il ronzio che sta accompagnando il gruppo Conte, convinto di essere bersaglio di male lingue e oscuri disegni, il fatto che a dirigere sia chiamato Colombo della sezione di Como farebbe pensare a chissà quale complotto poi si scopre che, con l'arbitro suddetto, i precedenti sono tutti positivi.

Il Milan scende a Cremona per tenere accesa la speranza in vista del derby ma ovviamente la madre (l'ennesima) di tutte le partite si disputerà domani sera e sarà curioso allestire il Var dei due allenatori entrambi di carattere forte e capaci di trasformare rape in caviale, Roma-Juventus non è più l'appuntamento di Boniperti e Viola, dergoldeTurone o del violino di Garcia ma resta sempre qualcosa di imprevedibile nella noia totale che assomiglia al festival.

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