Parla Manassero: «Da qui parto verso la Top 10»

Nel club più esclusivo del mondo golfistico ci sono anche due azzurri: Francesco Molinari e Matteo Manassero. E per il giovane fenomeno è l'anno decisivo, cominciato con un riscaldamento a febbraio al Royal Park I Roveri di Torino: «Vincere un Major sarebbe il coronamento di una carriera».
Come ti prepari all'Augusta?
«Ho passato un mese in America per arrivare pronto. Spero di esserlo al momento giusto. Voglio cercare di ritrovare il feeling: scordarsi la tecnica e tornare alla relazione occhi-mani di una volta».
Che ci dici della tensione della vigilia?
«Difficile: non si può allenare. Anche se non faccio assolutamente fatica a dormire, ma soffro le levatacce. Poi s'impara con l'esperienza: punto a fare meno stupidate possibili. Sto crescendo, così come il mio gioco e le mie consapevolezze».
Segui dei riti prima della gara o di un colpo importante?
«Mi sveglio due ore e mezza prima per iniziare il riscaldamento con il preparatore. I colpi? Cerco di fare sempre la stessa cosa: mirare l'obiettivo, due prove e tiro. Tecnica e istinto».
A quasi 21 anni, sei tra i 50 golfisti del mondo...
«I record sono arrivati, è successo tutto molto in fretta. Certo, ho lavorato tanto e bene. E ho del talento. I soldi? So quanto guadagno. Non sono tutto, ma meglio così...».
Il prossimo obiettivo?
«Sarebbe fantastico arrivare tra i primi dieci una volta».
E la motivazione?
«La trovo gara dopo gara. A me piacerebbe vincere tutte le settimane. Per fortuna, non faccio fatica. Altrimenti sarebbe veramente dura mantenere questi ritmi».
Come ti vedi a 40 anni?
«La mia non sarà una carriera che andrà avanti fino allo sfinimento. Ho iniziato presto, non penso di finire tardi. Ma quando, è impossibile dirlo. Mi è sempre piaciuto il golf. Ho chiesto le mazze di plastica ai miei a tre anni. A quattro ho fatto dei putt con Costantino Rocca, ma ho vaghi ricordi».
C'è una canzone che colleghi ad un momento della tua carriera?
«November rain dei Guns N' Roses. La ascoltavo in un periodo un po' così, però poi ho vinto a Singapore. Non posso dimenticarlo».
Il golf meglio di tutto?
«Non sempre: ad esempio non rinuncio a un tortino al cioccolato...».

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