"Ero a un passo dall'Inter. Vi svelo come andò a finire"

Patrick Cutrone attaccante del Wolverhampton rientrato dal prestito al Valencia, ha parlato della vittoria dell'Italia sul Belgio e del suo futuro

Patrick Cutrone: "Ero a un passo dall'Inter. Vi svelo come andò a finire"

Patrick Cutrone è riuscito a coronare il sogno di ogni bambino: giocare e segnare con la maglia della propria squadra del cuore. Prima di approdare al Milan, club con il quale ha fatto tutta la trafila iniziando dai Pulcini, come ha lui stesso affermato, sarebbe potuto approdare all'Inter o al Monza. Dopo aver lasciato il segno in maglia rossonera vola in Premier League verso il Wolverhampton per poi essere girato in prestito alla Fiorentina e al Valencia. Oggi, dopo le delusioni degli ultimi anni ha voglia di riscattarsi accettando un trasferimento in un club che creda in lui.

Ciao Patrick, da tifoso come hai vissuto i gol di Barella e Insigne?

"Entrambe le marcature sono state bellissime, così come le emozioni che mi hanno fatto provare: momenti fantastici. Questa squadra possiede dei giocatori incredibili e un forte spirito di gruppo e appartenenza che viene fuori partita dopo partita. Vincono tutti insieme ed è fantastico vederli giocare da fuori".

Tra le eliminate illustre, dopo Francia e Germania ecco anche il Belgio. La nostra prossima avversaria sarà la Spagna, possiamo davvero pensare di vincere l'europeo?

"Ogni partita ha la sua storia e l'Italia, dopo i risultati ottenuti sino ad ora, contro la Spagna dovrà scendere in campo con la stessa mentalità e aggressività delle gare precedenti. Tutti si aspettano che gli Azzurri arrivino in finale ed anche io me lo auguro perché questo gruppo se lo merita. Pronostico? Difficile sbilanciarsi, posso dire però che sarà una bellissima partita".

Chi è stato l'MVP di Belgio-Italia.

"Fare il nome di un solo giocatore andrebbe a sminuire quanto fatto dall'intero gruppo. Perciò se proprio devo rispondere dico che il migliore in campo è stato lo spirito di gruppo".

Spinazzola sarà out per un infortunio riportato al tendine d'Achille e il suo posto verrà preso da Emerson Palmieri. Come cambierà l'assetto offensivo dell'Italia?

"Spinazzola in questo Euro 2020 ha dimostrato di essere un grande giocatore. Il suo contributo è stato essenziale in tutte le gare disputate e dispiace perdere un giocatore con le sue caratteristiche. Il suo sostituto credo che farà altrettanto bene perché Mancini ci ha mostrato che cambiando l'ordine dei fattori il prodotto non cambia".

Tra le fila azzurre ci sono due tuoi ex compagni di squadra: Manuel Locatelli e Gigio Donnarumma. Il primo com'è cambiato dall'esordio in rossonero a oggi?

"Manuel lo conosco da una vita, siamo cresciuti insieme, e dai tempi del Milan a oggi è maturato parecchio. In modo particolare in quest'ultima stagione al Sassuolo e a Euro 2020 è esploso completamente riuscendo a mostrare a tutti il suo grande valore, in campo e non".

Qual è il ricordo più bello che hai della esperienza al Milan?

"Scegliere tra un ricordo o un gol è difficile. Il Milan, oltre che ad essere la mia squadra del cuore, è stata anche la mia famiglia. Con i colori rossoneri sono cresciuto non solo dal lato professionale, e dunque come calciatore, ma anche come uomo. Sarò sempre grato a questa squadra per tutto ciò che mi ha dato".

È vero che facesti un provino con l'Inter?

"A quei tempi giocavo nel Parediense e a propormi un provino furono prima Inter e Monza e subito dopo, quasi in contemporanea arrivò il Milan. La scelta che feci fu dettata dalla passione per i colori rossoneri e dopo il provino sono stato preso e ho fatto tutta la trafila iniziando dai Pulcini sino ad arrivare al debutto in prima squadra".

Fino a poco tempo fa dormivi con un pallone sotto al cuscino, una specie di rito scaramantico o cosa?

"Il calcio è stato da sempre la mia ragione di vita, sin da quando non ero altro che un bambino. Mi divertivo molto a giocare a calcio con gli amici in giardino o all'oratorio: quel pallone non lo lasciavo mai, mi seguiva anche a letto quando andavo a dormire".

Sei stato paragonato a Provvidenza Massaro e a Pippo Inzaghi, ma in quale attaccante ti rivedi in parte?

"Per me è un onore essere stato accostato a due grandissimi giocatori come Massaro e Inzaghi, ma la strada è ancora lunga e anche solo replicare metà della loro carriera per me significherebbe tanto".

L'addio è stato un momento triste non solo per te, ma anche per i tifosi rossoneri che sognano un tuo ritorno alla base magari già da quest'anno, come vice di Ibra. Utopia?

"Oggi cerco una squadra che sia decisa a puntare su di me e che mi faccia giocare con continuità. In questo momento ho bisogno di avere la fiducia del mister e della società. Vestire la maglia del Milan è sempre stato bellissimo. Il futuro non mi preoccupa, l’importante è farmi trovare pronto, per questo mi sto allenando e voglio ripartire per tornare protagonista. Il mercato è appena iniziato, con il mio agente lavoriamo per trovare la soluzione migliore”.

Hai giocato in Serie A, Premier League e Liga. Quale di questi campionati ti è piaciuto in modo particolare e per quale motivo?

"Sono i tre campionati più belli del mondo e tutti mi hanno aiutato a crescere. Conservo un ricordo bellissimo sia della Serie A che della Premier e Liga".

Torneresti in Italia, magari per giocare in una piazza ambiziosa come il Parma di Buffon?

"Ad oggi fare nomi di squadre è prematuro. Come detto già in precedenza, oggi cerco una squadra che abbia piena fiducia in me e che mi permetta di giocare con continuità".

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