Un po' goleada, un po' solita Italia

Quattro reti in 45' ma nella ripresa azzurri spenti. Mentre la Spagna segna a raffica

Un po' goleada, un po' solita Italia

Sembrava una partita da pallottoliere, a dispetto della nostra tradizione. Peccato che l'Italia abbia deciso di accontentarsi di un poker di reti da record in un tempo (almeno lontano dal nostro paese), poi la brillantezza è venuta meno. Se Ventura e Buffon avevano sottolineato che l'importante era vincere e non prenderle (è la prima sfida con il nuovo ct senza reti al passivo, ma ieri sarebbe stata davvero un'impresa subire gol), concetto ribadito dal presidente Figc Tavecchio nelle ore di vigilia, si poteva certo osare di più per tentare quanto meno di accorciare la differenza reti con gli spagnoli (che ieri hanno superato senza problemi la Macedonia, tenendo invariato il vantaggio realizzativo). Ma forse di questi tempi, è bene accontentarsi, visto che era dal 19 giugno 2013 (Confederations Cup, in panchina c'era Prandelli, avversario il Giappone) che l'Italia non segnava quattro gol, mentre l'ultimo 4-0 era stato inflitto a San Marino il 31 maggio dello stesso anno. Un dato su tutti testimonia la serata da passeggio della nostra Nazionale e di 45 minuti da incorniciare: erano quasi 30 anni che l'Italia non segnava in una partita ufficiale quattro gol nei primi 45 minuti. Il precedente fu della truppa di Azeglio Vicini che il 24 gennaio 1987 a Bergamo, nella marcia di avvicinamento all'Europeo tedesco, ne segnò addirittura cinque. Dunque, in trasferta e in gare di qualificazioni mondiali, azzurri mai così prolifici in un tempo.

Davvero poca cosa questo Liechtenstein che appena due mesi fa fece soffrire la Spagna per 55 minuti, mentre ieri ha opposto una minima resistenza solo nella ripresa. Un'Italia che diverte e si diverte, con una certezza su tutte: la capacità realizzativa del «Gallo» Belotti, autore di tre gol in 2 apparizioni con gli azzurri più grandi. La truppa ringiovanita (27,2 l'età media al fischio di inizio di Bebek) e a trazione anteriore di Giampiero Ventura approccia al meglio la sfida, chiusa di fatto con il primo acuto dell'attaccante del Toro e con la rete del «gemello» Immobile dopo 12 minuti. Ma contro un avversario così debole e di scarso livello, la squadra ha cominciato a fare due calcoli e a cercare di imitare proprio la Spagna, capace di segnarne otto ai rappresentanti del Principato situato tra Svizzera e Austria. Impresa mancata perché l'impeto espresso nel primo tempo è scemato nella seconda parte della gara. Con arrabbiature da parte di Ventura, rammaricato per una squadra che è arrivata con facilità sul fondo del campo, senza però creare ulteriori problemi ai padroni di casa. «Primo tempo bene, con 4 gol e altrettante occasioni da gol, potevamo fare anche qualcosa di impensabile alla vigilia, bastava fare il quinto per riaprire la questione, comunque sono soddisfatto, avrei messo la firma per vincere con quest'approccio, è il primo passo avanti verso il futuro», così il ct.

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